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Umbria, più della metà dei vitigni precoci danneggiati dalle gelate. Chiesto stato di calamità

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Più della metà dei vitigni precoci sono ko per colpa delle gelate notturne della scorsa settimana: a fare il quadro della situazione è il presidente di Coldiretti, Albano Agabiti. Le alte temperature di fine marzo avevano favorito il germogliamento e il risveglio della vite per cui lo shock termico poi subìto è stato devastante. “La stessa sorte - evidenzia Agabiti - è toccata ai frutteti le cui coltivazioni, però, in Umbria non sono molto diffuse. Per i vigneti è un’altra cosa. In questo caso segnalazioni ci sono arrivate da tutta la regione, dal Lago Trasimeno all’Orvietano”. Coldiretti ha già sollecitato l’attivazione dello stato di calamità naturale, i sopralluoghi per quantificare i danni al momento sono in corso. Anche se, come evidenzia lo stesso Agabiti, negli ultimi anni il sostegno arrivato grazie a questo strumento è stato presssoché inesistente.

 


 

Paolo Montioni è tra gli agricoltori che hanno subìto i maggiori danni dalla gelata. Con la famiglia gestisce, a Montefalco, una delle aziende agricole più dinamiche della zona: 45 ettari di terreni, di cui 10 coltivati a vigneto. “Produciamo 15 mila bottiglie di Montefalco rosso l’anno, il 90% di queste viene esportato nel mondo: Stati Uniti, Canada, Belgio”, racconta. “La gelata dei giorni scorsi ha interessato le viti che danno uve di varietà precoci, molto diffuse in tutta la zona. Purtroppo tutti noi abbiamo subìto danni ingenti, oltre la metà dei vitigni precoci sono andati persi”. Per Coldiretti, siamo di fronte alle conseguenze dei cambiamenti climatici con una tendenza alla tropicalizzazione e il moltiplicarsi di eventi estremi.

 

 

C’è una sempre più elevata frequenza di manifestazioni violente, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi e intense e un rapido passaggio dal sole al maltempo: circostanze che, a livello nazionale, hanno fatto perdere oltre 14 miliardi di euro in un decennio, tra cali della produzione agricola nazionale e danni alle strutture e alle infrastrutture nelle campagne con allagamenti, frane e smottamenti. Non solo gelate. “l comparto vitivinicolo è quello che ha maggiormente subito i danni della pandemia, ad iniziare dalle chiusure imposte a ristoranti e bar, in Italia e all’estero - evidenzia il presidente Comagri, Filippo Gallinella - L’intervento del Governo è stato importante, ma è bene accelerare sulle erogazioni dei fondi messi a disposizione del settore, sburocratizzando le procedure che coinvolgono Agea, e focalizzandosi sulle misure che hanno trovato migliore accoglienza tra le imprese come lo stoccaggio privato e la distillazione di crisi”. Per la riduzione delle rese sono giunte al ministero delle Politiche Agricole 5.480 domande, con una richiesta di contributo di 38,2 milioni. Per la distillazione di crisi, invece, le domande sono state 134 per 13,9 milioni di euro a cui si sommano i contributi integrativi regionali, in Umbria 128 mila euro.