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Terni, operaio morto annegato nel fiume mentre lavorava. Tre condanne e cinque assoluzioni

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La sentenza è arrivata martedì 13 aprile, a sette anni dalla tragedia che risale al 24 febbraio del 2014. Egidio Pennacchi, operaio 46enne di Ferentillo e padre di quattro figli, stava potando alcuni alberi lungo il corso del Nera, nei pressi della passerella di via del Cassero, a Terni. All'improvviso il mezzo si era ribaltato e l'uomo era precipitato nel fiume: inutili i soccorsi e le prime ricerche, con il corpo senza vita del 46enne trovato ben 36 giorni dopo il drammatico fatto.

Ora il Tribunale di Terni (giudice Barbara Di Giovannantonio) ha emesso la sentenza di primo grado relativa al procedimento penale scaturito dalle indagini condotte, al tempo, dai carabinieri e dal pm Elisabetta Massini. Tre imputati - il manovratore della cesta aerea Bruno Angelucci e i legali rappresentanti di due società, Fabrizio Pellegrini e Marco Serpenti - sono stati condannati ad un anno e otto mesi di reclusione per omicidio colposo, con il riconoscimento delle attenuanti generiche. Gli stessi dovranno anche versare, in solido, una provvisionale di 60 mila euro in favore del fratello dell'operaio deceduto, parte civile attraverso l'avvocato Francesco Montalbano Caracci, oltre al restante risarcimento da stabilire in sede civile e le spese legali quantificate in 8 mila euro. La pena è stata sospesa. 

Scontata l'impugnazione in appello da parte dei difensori, gli avvocati Francesco Mattiangeli e Federico Rosica, convinti di poter arrivare ad una sostanziale revisione della decisione in senso favorevole ai propri assistiti. Assolti con formula piena, per non aver commesso il fatto, gli altri cinque imputati: Valter Bonifazi, Giovanni Sammarone, Eraldo Valentini Grigioni, Roberto Pettirossi e Massimo Perotti.