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Covid in Umbria, mancano i vaccini: medici rimasti senza dosi per gli anziani

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Procede a rilento il piano vaccinazioni in Umbria: mancano le dosi e la potenzialità annunciata di novemila somministrazioni al giorno non è neanche lontanamente sfiorata. Di più: le consegne slittano e nel migliore dei casi vengono confermate all’ultimo momento. Difficile programmare. Per questo, per assicurare la copertura dei richiami, di riducono le prenotazioni. AstraZeneca - annunciato nel numero di 4.700 dosi - è arrivato con un giorno di ritardo e le scorte dimezzate. Pfizer con le 22.230 dosi annunciate per questa settimana non basta per coprire gli appuntamenti degli ultra fragili (44.480 prenotati su su 158.866 appuntamenti totali da qui all’estate). E dei caregiver e familiari degli estremamente vulnerabili. Per questi ultimi è arrivata la sospensione delle prenotazioni “per mancanza di dosi per la vaccinazione, in attesa di nuove forniture”, certifica la Regione Umbria. E’ previsto per oggi l’arrivo del vaccino Johnson & Johnson (Janssen): nel piano delle consegne reso noto la scorsa settimana dalla Regione sono state stimate 2.550 dosi.

Al momento ne sono confermate 1.300 all’ospedale di Perugia. Poco meno dovrebbero arrivarne all’ospedale di Foligno. Ieri i medici di base hanno rilevato in più casi la mancanza di fiale per 70-79 anni e anche di Moderna per i non autosufficienti. Una intera Aft di Perugia con cinque medici e 150 assistiti tra i 70 e i 79 anni è rimasta con una sola fiala di AstraZeneca. Effetto della consegna saltata lunedì.

 

Problemi anche con Moderna: alla richiesta di completare gli over 80 a domicilio la Regione ha risposto che Moderna al momento è attesa per il 20 aprile. L’indicazione di somministrare le dosi avanzate ai 60-69 ha suscitato le proteste di più dottori: lamentano l’assenza di un accordo - e quindi di una copertura assicurativa- per questa fascia. Così la Regione ieri ha aggiustato il tiro dicendo che le dosi in più vanno cedute ai colleghi che ne hanno meno sempre per i 70-79enni. Ieri sono stati superati i 151 mila vaccinati con la prima dose (203.452 le somministrazioni in totale su 231.835 dosi consegnate, 87,8% contro una media nazionale dell’85,9, dato di ieri alle 16): i 151.851 vaccinati uniti ai 51 mila che hanno già contratto il virus rappresentano il 23% della popolazione umbra: l’immunità di gregge è lontana ma gli effetti positivi già sono preconizzabili. Come certifica l’epidemiologo del Cts Fabrizio Stracci “tanto più sono le persone resistenti tanto minore è la trasmissione del virus. L’effetto vaccino, che si somma alle misure di distanziamento, è lineare fino al raggiungimento dell’immunità di gregge”.