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Umbria, l'aumento record delle materie prime rischia di bloccare i cantieri legati a Superbonus e ricostruzione

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Gli aumenti record delle materie prime rischiano di bloccare i cantieri legati al Superbonus e alla ricostruzione pubblica e privata delle zone colpite dal terremoto. E’ quanto sostengono i rappresentanti di Ance, Cna e Confartigianato che nel corso di una conferenza stampa, che si è svolta martedì mattina in modalità online, hanno rivolto un appello ai parlamentari umbri: “Aiutateci o sarà il caos”. I considerevoli aumenti hanno riguardato non solo il cobalto, il nickel, il manganese ma anche il petrolio, il rame, il polietilene, il ferro, la gomma e il legno. “Da novembre a oggi il prezzo dell’acciaio è aumentato del 140%”, ha rimarcato il direttore dell’Ance, Walter Ceccarini.

 

Per l’Associazione dei costruttori edili era presente anche il presidente, Stefano Pallotta. “Le nostre imprese sono in forte sofferenza - ha evidenziato - l’attuale codice degli appalti, purtroppo, non prevede adeguati meccanismo di revisione dei prezzi. In tale contesto, quindi, i contratti non risultano più economicamente sostenibili con il conseguente rischio di blocco generalizzato degli appalti”. In Umbria la partita è grossa perché ci sono di mezzo anche tutti i cantieri legati alla ricostruzione post sisma che proprio negli ultimi mesi hanno avuto una accelerata grazie al commissario Giovanni Legnini. E anche a lui, così come pure ai rappresentanti della Regione, si chiede un aiuto immediato a sostenere una problematica che rischia di farsi esplosiva e di avere conseguenze anche sulle progettazioni delle opere derivanti dal Recovery Plan che, con questi aumenti, non saranno realizzabili. Burocrazia e rincari spropositati, dunque, mettono a rischio strumenti che potevano essere decisivi per la ripartenza dell’economia della regione. Mirko Papa, presidente Cna costruzioni Umbria, ha evidenziato come nei prossimi mesi la possibilità che si verifichi un incremento esponenziale dei contenziosi sia più che realistica. Fiorello Fioretti di Confartigianato parla di “tempesta perfetta”. Le associazioni di categoria hanno già rappresentato tali questioni ai ministeri di riferimento per sollecitare un intervento normativo urgente da parte del governo e ha evidenziato la difficile situazione alle primarie stazioni appaltanti di rilievo nazione, Anas e Rfi.

 

A questi problemi, come se non bastasse, va aggiunta una sempre più accentuata carenza di manodopera specializzata frutto di una crisi decennale. “Nel 2008 erano oltre 25 mila gli iscritti alle Casse edili di Perugia e Terni - ha evidenziato Ceccarini - oggi sono circa 12 mila. Meno della metà”.