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Umbria, somministrate 200mila dosi di vaccino. E l'Esercito mette a disposizione un team sanitario

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In Umbria sono state somministrate più di 200 mila dosi di vaccino. Il dato è ufficiale, pubblicato nel portale gestito dal ministero della Salute. Alle ore 18 di oggi, martedì 13 aprile, le inoculazioni sono state 203.452 rispetto alle 231.835 dosi consegnate alla regione. E' stato dunque somministrato l'87.8% dei farmaci disponibili. Le iniezioni agli over 90 sono state 17.690, mentre nella fascia 80 - 89 anni 70.479 e in quella 70 - 79 anni 20.845. Quindi più della metà delle somministrazioni ai cittadini con età superiore ai 70 anni. 

Gli operatori umbri che lavorano alla campagna vaccinale, possono ora contare anche su un team sanitario dell'Esercito che aiuterà i medici a "traghettare la popolazione fuori dalla pandemia". E' stato l'assessore alla salute della Regione, Luca Coletto, ad annunciarlo con un comunicato in cui ha spiegato che il team è composto "da un ufficiale medico e due sottuficiali infermieri che saranno impegnati a sostegno della campagna vaccinale e quindi, al momento, per vaccinare i soggetti fragili e vulnerabili e gli over 80". Ha inoltre aggiunto che nella giornata di oggi, martedì 13 aprile, i militari hanno "collaborato con il team vaccinale di Spoleto, mentre da venerdì 16 aprile, non appena arriveranno i vaccini, saranno operativi in Valnerina". 

Coletto ha voluto ringraziare il generale Figliuolo, commissario nazionale emergenza Covid, "per aver compreso le esigenze prospettate dalle Regioni. L’Umbria, con un’alta percentuale di persone anziane e con una particolare orografia di alcuni centri che rende più difficoltosi gli spostamenti, aveva manifestato la necessità di essere sostenuta anche dai professionisti sanitari dell’Esercito per dare impulso alla campagna vaccinale e superare così in tempi brevi la crisi sanitaria e, di conseguenza, per favorire la ripartenza dell’attività economica e turistica. Per far sì che ciò si avveriha concluso l’assessore – è indispensabile la garanzia sul rispetto delle consegne dei vaccini. Diversamente non è possibile rispettare la programmazione regionale”.