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Perugia, si torna in classe. La gioia di Alice: "Finalmente, mi mancano i compagni"

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Patrizia Antolini
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Alice torna a scuola dopo cinque mesi e mezzo di dad. Il suo ultimo giorno al liceo se lo ricorda bene: era il 31 ottobre. Avevano festeggiato halloween. “Siamo stati in classe 32 giorni, io neppure quelli per colpa di una quarantena di 10 giorni - racconta Alice Biancalana al IV anno del liceo Mariotti di Perugia - Domani torniamo, sì: non mi importa cosa accadrà. Se richiuderanno ancora o meno. Ora voglio solo ritornare. Voglio rivedere i miei compagni. Sarà un po’ imbarazzante, forse. Ci sentiremo a disagio a rivederci dopo tanto tempo. Ma mi mancano, mi mancano le risate insieme. Mi manca la scuola”. L’immagine di questo 2021 è un pc sulla scrivania in camera da letto. “Ci siamo dovuti organizzare con mio fratello - prosegue - non riuscivo più a studiare in salotto. Nonostante tutto però non credo di aver perso un anno scolastico: penso che chi ha voluto, nonostante le difficoltà del momento e degli strumenti informatici, sia riuscito comunque a studiare. I prof hanno veramente fatto di tutto e poi è dipeso dal singolo: perdere tempo o andare avanti. Io ho dovuto fare i conti con la mia capacità di attenzione: a casa ho troppe distrazioni, troppi elementi che mi distolgono dalla lezione e il pomeriggio faccio più fatica. A volte per non rimanere indietro nello studio mi sono ritrovata a fare le 4 di notte. Ma in dad tutto è diverso....”.

Il liceo Mariotti, come altre scuole superiori di Perugia e Magione, ha più di altri pagato lo scotto della pandemia. Contagi, Dpcm, ordinanze regionali e comunali, hanno chiuso le porte delle scuole a migliaia di adolescenti per mesi, additandoli spesso come untori, congelando la loro età e lasciando negli zaini e nelle chat la voglia di crescere e sfogarsi. Qualcuno ha reagito, altri vivono un disagio che non sempre gli adulti colgono. “Certe volte preferisco non pensare, non ho tempo per mettermi a riflettere su tutto quello che sta accadendo - ammette Alice - Cerco di andare avanti: penso a quello che vorrei fare in futuro. Magari, chissà, realizzare quell’idea di andare a studiare in Olanda. Anche se prima dovrò convincere i miei genitori.... Tutto questo ci ha cambiato molto: la mascherina che non sopporto, un abbraccio che non puoi avere, quella pacca sulle spalle che non puoi dare. Ma il Covid non è finito: e tutto questo ci rimarrà dentro in modo indelebile. Io non rimpiango di non poter andare in discoteca ma so qual è stato il giorno più bello di questi mesi. Quando, rispettando tutte le regole, sono uscita con una mia amica: mi sono sentita libera. Come se tutto fosse come prima, come se non ci fosse niente di sbagliato”.

Domenica Alice compie 18 anni: suo papà lo scorso anno era dispiaciuto che non potesse festeggiare i 17 anni non immaginando che la stessa sorte sarebbe arrivata anche per il traguardo della maggiore età. Ma Alice non molla e va avanti: “Sabato sera faremo una video chiamata fra di noi. E poi domenica, dato che saremo ancora in coprifuoco, vedrò due amiche nel parco sotto casa”. Domani si torna a scuola per quattro giorni. Poi la prossima settimana in dad per l’alternanza al 50%. Da grande Alice vuole occuparsi di psicologia forense: “Cosa spinge gli uomini a certe azioni, perché si spengono alcuni interruttori”.