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Miguel Bosé, duro attacco degli umbri: "Fatto fuori dalla cocaina"

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Le dichiarazioni del negazionista Miguel Bosé non sono piaciute per niente a centinaia di migliaia di persone, umbri compresi. Durissime critiche sono arrivate all'artista che ha rilasciato una sconvolgente intervista a Jordi Évole, ripresa praticamente dalle testate di mezzo mondo. Anche sul sito del Corriere abbiamo riportato le dichiarazioni più pesanti e dure di Bosé e non sono mancate le critiche sulla rete.

 

E' stato bocciato sonoramente, criticato per la sua posizione di negazionista sul Covid (pur avendo perso la mamma Lucia Bosé), ma anche per l'ammissione di aver utilizzato per anni sostanze stupefacenti, fino a due grammi di cocaina al giorno. Durissima Irene: "Il cervello è andato in pappa... ma anche questo è "spettacolo", per far parlare di sé.... artista dimenticato e poco credibile". E Roberta affronta il tema Covid con una sola frase ma molto significativa: "Fatti un giro nelle terapie intensive". Massimiliano è convinto che il cervello sia stato pesantemente condizionato proprio dalla cocaina, mentre Domenico parla di vergogna: "E lo racconta pure?". Secondo Piera è una persona inutile, mentre Susanna gli consiglia di farsi "visitare da uno bravo". Tagliente Laura: "Del resto cosa si può pretendere, è andato tutto in fumo poverino".

 

Le dichiarazioni di Miguel Bosé sono state riportate in tutto il mondo e ovunque le repliche sono state durissime e pesanti contro parole molto difficili da accettare. Non solo quelle sulla droga, ma in particolare quelle da negazionista del Covid, inaccettabili considerato che la pandemia è una vera e propria tragedia in ogni paese del mondo. Bosé ha dichiarato che "c'è un piano ideato che non si vuole conoscere. Non è pensare di essere in possesso della verità, è la verità. Sono un negazionista, è una posizione che porto a testa alta". E sulla mamma, considerata morta proprio a causa del Covid, ha dichiarato che "non l'ha uccisa il virus, ma altro. Se parlassi direi cose molto pericolose per chi doveva curarla".