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Umbria, sondaggio sulle intenzioni di voto: centrodestra al 57%, Pd e M5S al 35,8%. Critiche da Leonelli e Fora

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Umbria, un sondaggio realizzato da BiDiMedia sulle intenzioni di voto al 10 aprile in tutte le regioni d'Italia vede la coalizione di centrodestra al 57 per cento, con l'accoppiata Pd e M5S ferma al 35,8 per cento. Le forze di centro si attestano al 6,5 per cento, mentre gli altri partiti allo 0,7 per cento.

 

Un quadro che evidenzia un distacco tra le due coalizioni di quasi 22 punti percentuali, nonostante le difficoltà legate alla gestione della pandemia e le molte critiche ricevute dalla giunta regionale in occasione della "terza ondata" del virus, quella caratterizzata dalle varianti, che ha colpito l'Umbria tra le prime in Italia (tanto da istituire la zona rossa in tutta la provincia di Perugia per tre settimane). Critiche, rivolte al centrosinistra in rimo luogo, arrivano da Giacomo Leonelli e Andrea Fora. Il primo, per diverso tempo segretario regionale del Pd, e ora passato ad Azione di Carlo Calenda, scrive polemicamente su facebook: "L’Umbria è la regione in cui il Centrodestra rispetto a PD/M5S è messo meglio in Italia. Continuiamo a dare la colpa a quelli che facevano i segretari politici 3 anni fa o magari riflettiamo un attimo sul modo di fare opposizione?".

 

Più articolata l'analisi di Andrea Fora, a lungo in predicato di essere il candidato alla presidenza della regione per la coalizione, poi rappresentata da Vincenzo Bianconi. "È dalla campagna elettorale che sostengo che per ricostruire l’Umbria, per rigenerare e riconsegnare agli umbri una terra innovativa, in linea con le migliori filiere delle sviluppo economico del Nord, che superi le politiche assistenziali e clientelari che l’hanno contraddistinta negli anni passati, serva rilanciare un progetto politico credibile che contenga progetti, azioni, proposte concrete. E invece che si fa sul campo avversario? Si continua a litigare sul fare i congressi o non farli, sulle candidature a segretario regionale, sulle colpe da assegnare a chi c’era prima o chi è arrivato da poco, sulla necessità di riaprire alla comunità, sui metodi per farlo. Con dirigenti che a sostegno delle proprie idee si contrappongono tra correnti o si rimproverano a vicenda la gestione passata, gareggiando sulla presunta “illibatezza” ed esibendosi in ardite passerelle tra un partito e altro. Svegliandoci poi alla vigilia delle elezioni sotto di 20 punti percentuali, dando poi la colpa al vento xenofobo e omofobo delle destre populiste della società post liquida.E all’interno delle istituzioni? Basta parlare male della Tesei per affermare che “ci siamo”, esistiamo anche noi. Qualche attacco sui vaccini che non vengono fatti, un po’ di ammiccamenti a una categoria piuttosto che ad un’altra da privilegiare nelle vaccinazioni, gli ospedali che non funzionano e il gioco è fatto. E poi si criticano i sondaggisti perché sicuramente i criteri di rilevazione sono sbagliati, i dati sono nazionali, il centro sinistra oggi sta ampliamento recuperando, la Tesei è decotta", evidenzia Fora in uno dei passaggi della lunga analisi affidata al suo profilo facebook.