Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Umbria, i medici di base: "No a minacce e ultimatum". Riunione al vetriolo con il commissario D'Angelo

Esplora:

Francesca Marruco
  • a
  • a
  • a

“Il medico di famiglia non ha bisogno di minacce, scadenze e ultimatum”. La Federazione italiana medici di Famiglia non lo dice a chiare lettere, ma il riferimento, contenuto nella lettera che ieri il sindacato dei medici di base ha voluto rendere noto alla stampa, oltre che inviare allo stato maggiore della Sanità e della Regione Umbria, è alla riunione online che si è tenuta venerdì tra il commissario all’emergenza Covid19, Massimo D’Angelo e i coordinatori delle Aft, aggregazioni funzionali territoriali dei medici. Quella in cui sono volati stracci e parole grosse. I medici non hanno preso affatto bene quello che loro stessi definiscono “ultimatum” da parte del commissario a somministrare tutte le dosi AstraZeneca di cui sono in possesso entro la giornata di domenica. Che più o meno potrebbero essere attorno alle 25 mila dosi.

 

Ma qui sorgono altri problemi: molti, moltissimi degli assistiti 70-79enni il vaccino anglosvedese lo rifiutano. Preferiscono aspettare. Colpa delle comunicazioni Ema e dei governi che disorientano i cittadini. E insomma, tornando alla riunione al vetriolo, i medici hanno rivendicato che, oltre ai vaccini - cui non si sottraggono - hanno ancora da portare avanti pure tutto il resto. E pure tutto il resto Covid: sottolineano infatti che loro stanno continuando a fare le dosi agli over 80 non deambulanti a domicilio e fanno anche i tamponi. “La Fimmg ricorda a tutti - sta scritto nella nota- che il medico di famiglia sta portando sulle proprie spalle il peso di tutto il quotidiano, che evidentemente non è solo Covid, ma è fatto di anziani fragili, di malattie croniche, in particolare. Spesso da solo e senza l’ aiuto di personale infermieristico e di segreteria, ripetutamente richiesto a tutti i livelli e che appare, oggi più che mai, necessario e irrinunciabile.

 

Non riconoscere le problematiche di una campagna vaccinale di massa da perseguire in tempi brevi e ristretti, ci pare non solo ingeneroso, ma soprattutto controproducente, in particolare non tenere nel debito conto le oggettive difficoltà della vaccinazione con AstraZeneca: il medico di famiglia in queste ore si trova sotto una pressione che sta diventando insostenibile, dovendo rispondere a tutti i dubbi e le paure e dovendo fare ricorso ad ogni possibile tecnica persuasiva e di rassicurazione nei confronti della maggior parte della popolazione chiamata a vaccinarsi con AstraZeneca. E tutto questo si traduce in richiesta di visite, di consulenze telefoniche (voce e messaggi), di mail, che nei fatti ostacolano e soprattutto ritardano il perseguimento dell’ obiettivo comune. La Fimmg - conclude la nota - si impegna a dare il massimo contributo ad una efficace ed efficiente campagna di vaccinazione di massa, e lo farà per senso civico”. Ma non dietro minacce o ultimatum. Ad ogni modo, ieri e oggi in molti hanno vaccinato e continueranno a farlo. L’obiettivo in fondo è comune.