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Spoleto, il festival dei Due Mondi di Monique Veaute: il direttore artistico presenta il programma 2021

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Montatura degli occhiali bianca alla Lina Wertmüller. Erre fascinosa, naturalmente francese. Alle spalle due manifesti coloratissimi del Due Mondi datati 1981 e 1991. Voce entusiasta e occhi che rivelano ottimismo e un pizzico di emozione. L’impatto dell’Era Veaute è immediato anche se mediato da piattaforme digitali ormai diventate consuete. Con piglio deciso Monique Veaute pone l’accento con piglio sul solco che traccerà con evidenza la 64esima edizione in programma dal 24 giugno all’11 luglio: più spazio alla musica sulla scia originale impressa da Gian Carlo Menotti. Allo stesso tempo conferma dello spazio che Giorgio Ferrara aveva destinato al teatro e apprezzabile il saluto-ringraziamento che Veaute ha fatto pubblicamente al suo predecessore. Coinvolgimento e alleanza con le realtà culturali umbre, a cui dedichiamo l’articolo a fianco. 

 


Residenze allargate e per tutta la durata del Festival di Spoleto riservate alle due orchestre protagoniste di questa edizione. Si tratta della Budapest Festival Orchestra per la prima volta a Spoleto con il suo direttore Ivan Fisher che aprirà la rassegna il 25 giugno in piazza Duomo con la musica francese di inizio Novecento. L’altra, l’Accademia Nazionale Santa Cecilia, chiuderà il Festival l’11 luglio con il direttore Antonio Pappano che proporrà un omaggio a Rossini e alla sua l’Italiana in Algeri. Coinvolgimento di questi musicisti con il ritorno ai menottiani concerti di mezzodì da dislocare in maniera diffusa nelle vie e nelle piazze di Spoleto. Sempre per la musica, sarà all’insegna delle varie espressioni coinvolgendo la musica sperimentale di Francesco Tristano con un progetto ispirato a Bach, e poi il jazz con Brad Mehldau e Fred Hersch. Da godere il duo sanremese Colapesce-Dimartino.

 


Omaggio a Dante con vari eventi: a partire da Piero Maccarinelli e la sua “Divina Commedia la prima giornata”. Poi il convegno su musica e Dante con “I vapori del cuore” e le musiche medievali dell’Ensemble Micrologus.
Spazio in digital stage all’opera film “Inferno” con la musica di Lucia Ronchetti.
Per il teatro da segnalare Lucia Calamaro con “Darwin Inconsolabile” e l’omaggio a Strehler per il centenario della nascita. La moglie Andrea Jonasson ripercorre, con Monica Guerritore e Margherita Di Rauso, la vita del regista. Massimo Recalcatri, poi, debutta a Spoleto come autore con Amen per la regia di Valter Malosti. 
La danza sarà all’insegna della contaminazione dei generi con coreografi di diversa ispirazione: Mourad Merzouki tra hip pop e musica barocca; Jonas Lopes e Patrick Lander e i loro dialoghi con il pubblico; Flora Détraz e il suo rapporto tra voce e movimento, Angelin Preljocaj che torna al balletto narativo per rileggere Cajkovskij. Da non perdere il docu film “ - A moment with Pina Bausch’s the rite of spring”.
Per i progetti speciali, la Fondazione Carla Fendi propone Art&Science into Spoleto dedica specialissima a Sol LeWitt e Anna Mahler.
Tra le novità Spoleto ospiterà la prima edizione del Festival Rai per il sociale, presente alla conferenza stampa di ieri il direttore Giovanni Parapini.
Grande l’entusiasmo e le aspettative dell’assessore regionale alla Cultura dell’Umbria Paola Agabiti e da Tiziana Tombesi presidente della Fondazione e Commissario del Comune di Spoleto. Rimandando al sito del Festival per l’intero programma, chiudiamo con i numeri: 60 gli spettacoli, di cui 22 concerti, 11 balletti, 19 spettacoli teatrali, 5 digital stage,15> le location, più di 500 gli artisti provenienti da 13 Paesi e 18 gli incontri in programma.