Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Fragili, in Umbria già prenotati 15 mila caregiver con l'autocertificazione

Esplora:

Francesca Marruco
  • a
  • a
  • a

Tra i 14.979 caregiver e familiari di persone fragili che fino a ieri risultano aver prenotato una dose di vaccino in Umbria potrebbero nascondersi dei furbetti. Dei salta fila, come li ha definiti il premier Draghi. La Sanità umbra ha infatti disposto che conviventi e persone che aiutano i fragili debbano autocertificare la loro condizione. Lo possono fare collegandosi direttamente al portale dedicato alle prenotazioni per i vaccini, oppure chiedendo aiuto ai farmacisti, che in questi giorni sono subissati di richieste. Ad ogni modo per prenotarsi basta avere il codice fiscale della persona fragile e dichiarare che appunto, si è con questa conviventi o caregivers. Poi si va all’appuntamento. Nessun controllo intermedio. Nessuna task force che incrocia i dati per verificare se davvero tizio è convivente di caio. Certamente una possibilità ghiotta per chi non ha scrupoli. Una falla nel sistema dice qualcuno. Forse. E’ assolutamente convinto del contrario il commissario all’emergenza Covid19 dell’Umbria, Massimo D’Angelo che rivendica la scelta dell’autocertificazione. “Ha valenza come documento, è prevista nella Pubblica amministrazione, le persone sanno che se dichiarano dati falsi vanno incontro a conseguenze penali”. Quali, a dire il vero, è presto per dirlo.

 

Teoricamente potrebbe trattarsi di falso. Ma non è esclusa la fattispecie di reato di truffa che, tra l’altro, è stata recentemente contestata ai primi due furbetti umbri. Alla dipendente dell’Università di Perugia che aveva incluso il marito, commerciante di calzature del perugino, nelle liste dei borsisti da vaccinare, il Nas guidato dal comandante, Giuseppe Schienalunga, ha contestato pure i reati di abuso d’ufficio e accesso abusivo ai sistemi informatici. Ma torniamo alla prenotazioni per caregivers e familiari. Il commissario D’Angelo spiega: “Definirò insieme alle autorità preposte modi e tempi per il controllo su queste liste. Lo faremo ex post, quando sarà possibile. Ma io fossi nei panni di chi vuole farsi passare per qualcun altro ci penserei due volte a cosa si va incontro”. Al momento i poco meno di 15 mila prenotati sono in media due familiari e un caregiver per ogni fragile. Di questi, in 1.890 hanno già ricevuto la loro prima dose di vaccino. Per quanto riguarda invece i fragili ne sono stati vaccinati 8.895 su un totale di 29.074 prenotati. In tutto, la platea di fragili, tra quelli individuati dall’Inps e quelli aggiunti in un secondo momento dai medici di base, è arrivata a sfiorare le 75 mila unità. Non tutti i fragili hanno diritto alla vaccinazione di familiari e caregivers, ma ognuno di loro ne può avere quattro. La cifra totale è comunque molto alta. 

 


A quelli che ieri si sono vaccinati e avevano meno di 60 anni, è stata somministrata una prima dose di Pfizer invece di Astrazeneca come precedentemente stabilito. Anche oggi ai destinatari di Astrazeneca di età inferiore ai 60 anni verrà somministrato Pfizer, in attesa di nuove disposizioni dal governo sulla gestione del vaccino anglosvedese dopo la decisione di raccomandarlo solo per under 60. Ma il pasticcio Astrazeneca non risparmia nessuno: ai medici di medicina generale che devono vaccinare le persone di età compresa tra 70 e 79 anni con Astrazeneca continuano a piovere addosso rinunce. Ieri mattina un medico chiamando 11 pazienti ha trovato solo tre adesioni. E la sanità regionale, che ad ogni medico di base a questo punto ha consegnato quattro fiale, ovvero 44 dosi, chiede di far firmare una rinuncia ai pazienti che si tirano indietro dinanzi ad Astrazeneca.