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Covid, crescono i contagi a Gubbio. Appello del sindaco Stirati

 Il sindaco di Gubbio, Filippo Stirati

Euro Grilli
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 A Gubbio nelle due settimane prima di Pasqua (il periodo considerato arriva al 4 aprile scorso) l’indice di contagio da Covid rilevato è stato di 270 casi ogni 100 mila persone. Ben oltre la soglia di 250 fissato come limite oltre il quale scatta la “Zona rossa”. A Gubbio ieri c’erano 240 casi di positività, e siccome per ogni positivo si registrano in media 10-15 contatti significa che nella nostra città ci sono almeno 2.500 persone in isolamento.

 

“Dati preoccupanti” li ha definiti il sindaco che ha fatto appello a una maggiore responsabilità personale nel rispetto delle normative e nei comportamenti, nel corso di una conferenza stampa a palazzo Pretorio alla quale hanno partecipato Gabriella Vinti, responsabile del servizio Igiene e Sanità pubblica “Alto Chiascio” e Paola Tomassoli, direttrice del Distretto Sanitario Alto Chiascio.

 

“A Gubbio siamo in controtendenza rispetto a quanto sta accadendo a livello regionale - dice Gabriella Vinti, responsabile del servizio Igiene e Sanità pubblica “Alto Chiascio” - l’incidenza è arrivata addirittura a 270 (ieri si era assestata a 256, ndr). Probabilmente riunioni conviviali o comunque comportamenti non proprio corretti incidono su questa situazione. Abbiamo avuto positivi all’interno di due comunità e famiglie numerose contagiate per intero, che hanno comportato presenza di positivi anche nelle scuole. Anche il tema delle badanti, che si prendono cura di più di una persona, esiste, col rischio concreto del contagio in contemporanea anche di 4 o 5 persone, peraltro fragili”. “Di concerto con le forze dell’ordine - ha ripreso Stirati - stiamo lavorando alacremente per rafforzare controlli e presidi”. Quindi ha detto: “Noi ci prendiamo e ci assumiamo quotidianamente tutte le nostre responsabilità, ma il sindaco non è lo sceriffo di Nottingham né mago Merlino. Le “ammucchiate conviviali” non sono certo l’unica causa, ma rappresentano una ragione molto consistente degli aumenti dei contagi in città. Per evitare di finire in zona rossa, per far sì che anziani e fragili non rischino la vita e per alleggerire il sistema sanitario è necessario cambiare marcia”.