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Umbria, reddito di cittadinanza: in arrivo le denunce per 4mila furbetti

Alessandro Antonini
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In Umbria sono quattromila le erogazioni indebite stimate dall’Inps sui 10.000 nuclei familiari percettori del reddito e della pensione di cittadinanza. Sono scattati i controlli della direzione umbra dell’Istituto nazionale di previdenza sociale e i primi 450 assegni sono stati revocati. In automatico sono stati inviati esposti alle Procure di riferimento: c’è il penale per la violazione della legge speciale dell’Rdc. In Umbria quindi 4 percettori su dieci sono “furbetti”. “La direzione regionale Umbria dell’Inps - fa sapere il direttore regionale Fabio Vitale - sta procedendo ad un controllo massivo sui Redditi e pensioni di cittadinanza in pagamento nel territorio regionale. L’obiettivo è individuare tutti i casi di indebita percezione da parte di chi non ha diritto alla prestazione”.

Al 28 febbraio in Umbria erano circa 10.000 i nuclei familiari percettori Rdc, per un totale di oltre 21.000 persone coinvolte ed un importo medio mensile di circa 530 euro. “Come noto - spiega ancora Vitale - per accedere al reddito di cittadianza è sufficiente autocertificare il possesso dei requisiti richiesti, alcuni dei quali riguardano fatti non accertabili immediatamente dall’Inps, quali ad esempio la residenza sul territorio italiano da almeno 10 anni o la corrispondenza tra il nucleo familiare dichiarato in Isee e quello presente in anagrafe comunale. Per questi requisiti l’Istituto procede ad una verifica successiva”.
La sola sede di Perugia, con esclusione delle agenzie, ha in carico circa 3.300 redditi di cittadinanza. “Di questi - è scritto in una nota Inps - 450 sono già stati revocati. Si tratta di cittadini comunitari privi del requisito della residenza in Italia da almeno 10 anni. Il risultato è solo parziale in quanto i controlli sono in corso e riguardano tutti i requisiti per i quali è necessario procedere a verifica. La stima è che circa il 35-40% delle percezioni siano indebite e dunque dovranno essere revocate”.

In alcuni casi sono stati effettuati accertamenti della Guardia di Finanza. Al tribunale di Perugia c’è già stato un rinvio a giudizio per un uomo che era tornato dall’estero proprio per attingere alla nuova misura introdotta dal primo governo Conte su istanza del Movimento 5 Stelle. “In un contesto difficile come quello che stiamo vivendo, in piena pandemia - conclude il direttore regionale Inps - è particolarmente importante che le risorse economiche vengano utilizzate nel rispetto della legalità. Il Reddito di cittadinanza, al pari di altre prestazioni assistenziali, è una misura utile per sostenere chi ne ha bisogno ma non deve essere abusata. Il nostro impegno in questa direzione sarà massimo, in sinergia con tutti gli altri attori istituzionali coinvolti”.