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Terni, calciatore condannato in tribunale per gomitata all'avversario durante la partita

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Una sentenza emessa dal tribunale di Terni giovedì 8 aprile 2021 farà con ogni probabilità scuola a livello giurisprudenziale perché infligge una condanna per una vicenda avvenuta nel corso di un evento sportivo, addirittura durante un’azione di gioco. I fatti di violenza nello sport, dilettantistico e non, infatti, sono spesso seguiti da lunghe squalifiche e multe inflitte dalla giustizia sportiva, ma raramente si hanno strascichi in sede penale.

Un 31enne di Terni è stato condannato a due anni di reclusione per lesioni personali aggravate, oltre al pagamento di una provvisionale di 6.500 euro nei confronti della parte offesa costituita – un 29enne ternano – con danno da valutarsi compiutamente in sede civile. Era il settembre del 2016 e a Narni si stava disputando una gara di calcio a 5 di Coppa Italia, a carattere locale ma sotto l’egida della Figc. Ad un certo punto un attaccante, da poco in campo, aveva sferrato una gomitata al volto di un difensore. Quest’ultimo, poi costretto a vivere con due denti in meno, aveva riportato lesioni serie, con indebolimento permanente dell’organo di masticazione ed una prognosi iniziale di 110 giorni.

Di fronte alle conseguenze del grave gesto, la vittima non aveva esitato a sporgere denuncia, poi sfociata nel processo che ha visto emettere giovedì la prima sentenza. Detto della decisione del giudice, che entro i prossimi 60 giorni depositerà le motivazioni, di interessante c’è anche il fatto che la ‘scriminante sportiva’ – che richiama l’interesse sociale dello sport e di fatto ‘tollera’ alcune condotte, anche violente, ad esso collegate – non è stata presa in considerazione. Un’esclusione destinata a fare scuola e legata in particolare a due elementi: il fatto che la violenza non fosse direttamente connessa all’azione di gioco (era avvenuta a palla lontana) e l’evidente sproporzione emersa con le lesioni. Nessun ‘bonus’ pertanto, per l’imputato, che è prevedibile impugni in appello quanto deciso dal giudice di prima istanza.