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Perugia, assalti al bancomat: la mobile arresta tre persone

Francesca Marruco
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 “Andate a  casa e pulite tutto, poi cancella questo numero perché è l’ultima volta che ti chiamo”. E’ il 12 dicembre 2019 . Una delle donne accusate di aver fatto parte del commando che sei mesi prima ha fatto saltare col gas acetilene  il Bancomat dell’Ufficio postale di via Settevalli viene interrogata. La banda capisce che la polizia gli sta col fiato sul collo. E l’indagine, in effetti, ieri ha portato all’esecuzione di cinque ordinanze di custodia cautelare di cui tre in carcere, uno ai domiciliari e una con l’obbligo di firma. Tutto partì da un altro assalto al bancomat a Santa Maria degli Angeli del febbraio 2019. Fu in quell’occasione che gli agenti della squadra mobile di Perugia nell’auto rubata con cui i banditi erano fuggiti trovarono un piede di porco.

 

L’inchiesta che adesso ha portato gli agenti guidati da Gianluca Boiano e dal vice, Adriano Felici ad eseguire le custodie cautelari, parte proprio da lì. L’oggetto ha ancora l’etichetta attaccata. E’ stato acquistato in una ferramenta di Roma . “Ma come caxx.. non hanno pensato di togliere l’etichetta? Potevi dire che l’hai toccato perché sei andata in quel negozio.. però se hanno anche la prova video, non puoi negare, se c’è il video” si diranno mesi dopo due dei componenti della banda dopo l’interrogatorio di una di loro. In manette ieri sono finiti Stelian Stefan Gabrian, Niscolae Constantin Rusu e Nicolae Alexandru.  Quel piede di porco permise di risalire a Rusu Maria - allo stato solo indagata - e da lì gli agenti della mobile iniziarono ad intercettarli. In questo modo hanno scoperto che la banda di Roma era sostanzialmente venuta in Umbria per diversificare il suo business abituale, che era quello dei furti delle caldaie. “Non voglio avere problemi - diceva uno degli arrestati - non si tratta delle caldaie, ma di un mio compagno che ha fatto delle cose pesanti”. e un altro aggiungeva: “Andiamo in carcere tutti così. Troveranno chi ha lasciato per sbaglio e faranno tutti i collegamenti, il nostro gruppo, tutti insieme. Ci porteranno tutti in caserma”. 

 


“Oggi mi hanno preso gli sbirri e mi hanno portato fino a Perugia” diceva un arrestato, quando venne sentito in questura. Gli arrestati, e altri indagati (in tutto si tratta di 9 persone) sono accusati di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di una serie indeterminata di delitti  contro il patrimonio quali furti mediante l’uso di esplosivo per lo scasso del bancomat, truffe e furti mediante l’uso di mezzi fraudolenti in centri commerciali, borseggi sui mezzi di trasporto pubblico, ripartendosi i compiti di vertice a seconda delle attività illecite da organizzare.