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Umbria, storica gelata. Danni ingenti per le coltivazioni

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L'annunciato crollo delle temperature avvenuto nella notte tra mercoledì 7 e giovedì 8 aprile, lascerà duramente il segno sulle coltivazioni dell'Umbria. La gelata (la foto è di Coldiretti) è stata considerata storica, visto il periodo e le i gradi sotto lo zero raggiunti dalla colonnina di mercurio. E' Perugia Meteo a fare il primo punto sulla sua pagina Facebook parlando proprio di gelata storica e sostenendo che i danni "saranno davvero ingenti". E' Michele Cavallucci dello staff Perugia Meteo a fare il primo punto della situazione scrivendo che "purtroppo è andata come era nelle previsioni, con valori ovunque di parecchi gradi sotto lo zero, anche in collina, non solo in pianura. Già stamattina alcune piante da frutto, toccandole, vedevano i loro germogli spezzarsi letteralmente, in un contesto, a livello visivo, completamente imbiancato da brina e gelo".

Cavallucci spiega che ci sono state alcune zone della regione che sono state più colpite "come l'alto Tevere, per esempio, con molti valori intorno a -6 , minime vicine a -8°C nella piana eugubina, -6°C anche nella zona di S. Egidio, senza poi contare minime sui -9 nella valle del Niccone e piana di Colfiorito". Poi spiega che solo più tardi "potremo capire realmente i danni alle colture, ma per quanto riguarda le piante da frutto, penso che se ne eiparlerà nel 2022, tranne rari e fortunati casi. Per le viti e ulivi dovremo attendere i prossimi giorni. per capire realmente la situazione". 

"Fatto sta che, quando ci sgoliamo nel dire che a febbraio, 25°C sono un evento estremo e dannoso, come e molto peggio di una grandinata, non lo facciamo perché odiamo il caldo, ma semplicemente perché, questa tendenza alle gelate tardive, sta aumentando negli ultimi 20 anni e che l'estremizzazione climatica, ormai, rappresenta quello che viene definito... il new normal". La gelata ha dunque lasciato duramente il segno sulle coltivazioni, probabilmente anche sulle viti e sugli ulivi stando alle prime segnalazioni che arrivano dai coltivatori.