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Terni, Treofan, sono un centinaio i lavoratori che dovranno restituire da 300 a 1.000 euro

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Sono un centinaio i lavoratori di Treofan che hanno ricevuto la busta paga di marzo con importi negativi, che dovrebbero restituire all’azienda. Gli esclusi sarebbero i lavoratori che hanno continuato a presidiare i reparti. Si tratterebbe di importi che variano da 300 euro fino a mille euro. Una batosta che ha spiazzato i lavoratori, che la mattina di mercoledì 7 aprile 2021, mentre erano in presidio davanti alla portineria principale di piazzale Donegani, hanno avuto l’occasione di interloquire con il nuovo liquidatore, il professore Filippo Varazi.

 

 

Al liquidatore hanno fatto presente, che non essendo stati licenziati, dal 19 al 26 febbraio 2021 hanno timbrato il cartellino. Varazi, che è subentrato al dimissionario avvocato Ettore Del Borrello, soltanto venerdì 2 aprile 2021, sembra disposto a trovare una soluzione. Il ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, per la cigs ha riconvocato le parti venerdì 9 aprile 2021.

Il segretario generale regionale della Femca Cisl, Fabrizio Framarini alza il tiro: “Sul tavolo porteremo anche la situazione di quei lavoratori che dal 19 al 26 febbraio hanno svolto il proprio turno di lavoro”. Ma non solo. “Faremo l’esame congiunto – continua Framarini – per l’approvazione della cigs e contestualmente dovremo fare l’accordo per gestire le problematiche della cassa integrazione. Fondamentale sarà la partita della cessione del sito, verificheremo a tale proposito la disponibilità del liquidatore”.

Il Ministero del Lavoro, è orientato a dare il via libera alla cigs, tant’è che ha richiesto a Treofan/Jindal di quantificare l’importo di spesa che, per i dodici mesi richiesti, si dovrebbe aggirare intorno a 2,5 milioni di euro. I lavoratori sono sulle spine, non nascondono le difficoltà economiche.

La cigs sarà erogata non prima di tre mesi, e quindi prima si firma al Ministero e prima arriveranno i soldi. Ma l’impegno maggiore riguarda la reindustrializzazione del sito. Qualche anno fa al Mise fu trovata una soluzione per l’ex Elettrocarbonium, oggi Sangraf. Per Framarini “l’esperienza Sangraf dimostra quindi che il territorio dell’Umbria del sud ha dato conferma della sua vocazione a carattere industriale e può contare su ottime competenze tecniche. Speriamo allora, partendo da questa positiva esperienza, che anche per la Treofan si possa - con l’impegno di tutti - trovare velocemente una soluzione che possa rilanciare il troppo bistrattato ma ancora ostinatamente vivo polo chimico ternano”.