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Perugia, medico morto per Covid, l'autopsia: "Nessuna colpa dei sanitari che lo ebbero in cura"

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Francesca Marruco e Alessandro Antonini
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La relazione autoptica esclude colpe mediche per la morte di Stefano Brando. “In conclusione - sta scritto a chiusura dell’elaborato medico legale - nel giudizio globale, a carico del personale sanitario che ebbe in cura il dottor Brando non si ravvisa nessun profilo di colpa penalmente rilevante". 

 


La relazione è stata depositata in Procura a Perugia - che ha aperto un fascicolo al momento senza indagati - qualche giorno prima di Pasqua. L’hanno firmata tre professionisti di fama nazionale: il medico-legale , professor Antonio Oliva, il rianimatore, professor Andrea Arcangeli e l'anatomo patologo, dottor Vincenzo Arena. Il procuratore aggiunto di Perugia, Giuseppe Petrazzini, aveva optato per un pool di medici legali proprio per la complessità del caso della morte del medico perugino ucciso dal Coronavirus. Un primo risultato era già emerso nell’immediatezza dei primi esami, effettuati al policlinico Gemelli di Roma, proprio perché interessavano una salma di persona malata di Covid. In quella sede era emerso come Stefano Brando, il medico perugino stimato e amato, che ha contratto il virus mentre svolgeva il suo lavoro, era morto all’ospedale di Perugia per le complicanze della polmonite causata dal Covid19. 

 


Alla luce di questa relazione autoptica è ipotizzabile che la Procura guidata da Raffaele Cantone prenda la strada dell’archiviazione. Ma i familiari del medico 62enne non si sono mai arresi all’idea che il loro Stefano sia stato ucciso solo dal male invisibile. La moglie e le figlie, assistite dall’avvocato Marco Piazzai, sono fermamente convinte che ci siano delle responsabilità mediche in capo a chi ha curato il loro congiunto. Loro fecero denuncia per chiedere la verità denunciando ritardi nella presa in carico da parte del 118 e nel trasferimento in rianimazione. E il loro consulente medico legale, il professor Vittorio Fineschi, è pronto a mettere nero su bianco le note critiche entro le tre settimane previste.