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Terni, chiude la Treofan. Lavoratori costretti a restituire gli stipendi all'azienda

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Per i lavoratori della Treofan di Terni l’ultima busta paga è stata una brutta sorpresa e una beffa. Una parte delle maestranze si è ritrovata importi negativi e quindi i dipendenti interessati dovranno restituire all’azienda da 300 a 400, fino a mille euro. Si tratta di cifre anticipate dall’azienda che poi è stata posta in liquidazione. Di conseguenza gli stipendi sono stati versati per un periodo in cui i dipendenti non erano più nelle condizioni di lavorare a causa della chiusura improvvisa del sito. Intanto c’è stato un rinvio tecnico per l’avvio della cassa integrazione straordinaria per i lavoratori di Treofan. Maria Cristina Gregori, per il ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, aveva convocato martedì 6 aprile in call conference una riunione dei rappresentanti delle Regioni Umbria e Lombardia, delle sigle nazionali dei chimici e della Treofan in liquidazione per l’esame relativo al ricorso alla Cassa integrazione sttraordinaria.

Treofan-Jindal ha chiesto il rinvio di qualche giorno perché il nuovo liquidatore, il professore Filippo Varazi, che ha sostituito il dimissionario avvocato Ettore Del Borrello, è subentrato soltanto alla fine della scorsa settimana. Varazi, martedì 6 aprile, ha incontrato le parti sociali, per un esame della situazione. Il ministero del Lavoro non dovrebbe avere difficoltà alla concessione dell’ammortizzatore sociale e ha anche chiesto alla società di voler procedere alla quantificazione dell’importo di spesa in considerazione della richiesta di ore integrabili nell’arco del periodo di Cigs richiesto. Il parametro da utilizzare per il calcolo è il valore medio mensile pari a 1.598,52 euro. Come da accordo siglato il 25 febbraio scorso, i mesi richiesti sono 12. La Cigs sarà erogata in base alle disponibilità degli enti preposti, comunque non prima di tre mesi dalla firma della concessione, un periodo abbastanza lungo, per il lavoratori, che si ritrovano senza coperture.

Il sindacato ha chiesto ai rappresentanti della multinazionale indiana di venire incontro ai lavoratori per tale periodo. Il ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha intanto fissato una nuova riunione per venerdì 9 aprile.