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Crisi Covid, i ristoratori a Roma per protesta. Nei tafferugli ferito anche un perugino

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Un ristoratore perugino è rimasto lievemente ferito a un braccio nel corso della manifestazione che si è svolta martedì pomeriggio a Roma per dire basta alle restrizioni previste dal governo nazionale per limitare il contagio. A indire la protesta centinaia di ristoratori e non solo, molti vicini alla sigle Mio Italia, Movimento Io Apro, La Rete delle Partite Iva, Apit Italia, Pin, Associazione Fieristi Italiana e Lo Sport è Salute. “La nostra era una iniziativa assolutamente pacifica - ha spiegato Enrico Guidi, coordinatore di Mio Umbria - Ci siamo trovati coinvolti senza volerlo: la nostra postazione era proprio vicina alle transenne posizionate dalla polizia per sbarrare la piazza. Avevamo avuto il permesso per fare la manifestazione per cui alcune persone che erano arrivate da fuori come noi hanno provato a forzare il blocco e la situazione è presto precipitata. Una donna è rimasta ferita in maniera seria e anche un poliziotto. Ci sono stati lanci di oggetti, uno di questi ha colpito il nostro collega al braccio. E’ stato solo medicato, per fortuna davvero poca roba”.

 

 

Mio Italia ha voluto subito prendere posizione condannando fermamente “gesti estremi che possono portare a disordini sociali”. “E’ evidente, però, e la politica non può girare il capo fingendo di non vedere - ha evidenziato il presidente nazionale, Paolo Bianchini - che in piazza Montecitorio, c’erano centinaia di persone disperate, di tutta Italia: imprenditori che hanno perso tutto a causa delle chiusure. E ora non hanno più nulla da perdere. Non si doveva arrivare a questo punto”. I ristoratori umbri - una settantina - erano partiti in pullman e macchine private ieri mattina per chiedere, per l’ennesima volta, di poter riaprire nel massimo rispetto dei protocolli di sicurezza che sono stati, a suo tempo, loro imposti. Ora si parla del 20 aprile per le riaperture di molte attività ma la diffidenza è alta.

 

 

“Ci sono colleghi disperati - evidenzia Guidi - stanchi di promesse e che chiedono solo di lavorare. Sarebbero pronti a tornare operativi fin da subito”. E di fatto è stata indetta per il 7 aprile da parte del Mio Italia, una nuova iniziativa che prevede la riapertura anche dove non prevista dalla legge. “In Umbria sarà una protesta più che altro simbolica - dice Guidi - io, per esempio, terrò accese le luci del mio locale fino a tarda sera e metterò fuori le sedie”. L’obiettivo è quello di focalizzare l’attenzione sul disagio e la disperazione che regna nella categoria.