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Covid in Umbria, fallito il piano assunzioni dei medici nel bando Prociv

Alessandro Antonini
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I 496 operatori sanitari promessi dal bando d’emergenza della Prociv nazionale dell’11 febbraio non sono mai arrivati. Sono state 1.559 le adesioni, di cui oltre 1.300 di oss, ma alla fine i contratti sono saltati, se non per qualche operatore socio sanitario.

Niente medici: resta intatto il fabbisogno di 330 professionisti cristallizzato a inizio anno dal Cimo, il sindacato dei camici bianchi. Il fallimento del bando nazionale è certificato dalla Regione Umbria nell’atto di ricognizione sulla terza fase della pandemia, approvato in giunta il 31 marzo. Dal documento emerge anche che per colmare il gap di personale sanitario Palazzo Donini sta utilizzando un’agenzia interinale. Andiamo con ordine. A causa “dell’ultima impennata del virus”, è scritto nella delibera “è stata rappresentata al Ministero della Salute l’esigenza di immediato potenziamento degli organici. L’appello regionale è stato accolto dalla Prociv che ormai quasi due mesi fa ha emanato un bando per selezionare 97 medici specializzati, 24 medici abilitati, 287 infermieri e 88 operatori socio sanitari. Una procedura “integralmente coperta da risorse finanziarie Prociv”, considerata “misura prioritaria cui attingere per il reclutamento di personale”. Sono pervenute candidature da 38 medici con specializzazione, 64 medici senza specializzazione, 129 infermieri e 1328 operatori socio sanitari “assegnati alle aziende ospedaliere e sanitarie per l’implementazione degli organici necessari prioritariamente all’apertura dei posti letto previsti dal piano di salvaguardia”. “Tuttavia”, è riportato nell’atto, “all’assegnazione dei nominativi del personale reclutato non ha corrisposto l’effettiva contrattualizzazione per rinuncia a vario titolo dei professionisti contattati”. Dovevano stare per circa un mese, per il periodo dell’emergenza. Sono arrivati solo alcuni oss, 20 tra medici e infermieri in prestito dalla Lombardia e altri dal comando inferforze dell’Esercito. Cristina Cenci del Cimo (dirigenti medici) sottolinea come i 330 medici mancanti al 31 dicembre 2020 non siano stati ancora reclutati. Un gap figlio “di 10 anni di tagli lineari non è stato colmato, anche a causa del blocco delle selezioni dopo Concorsopoli”. I cronoprogrammi trimestrali della Regione prevedono 810 assunzioni, di cui 262 solo nel primo trimestre. Poi il pregresso: dal 1 gennaio 2020 al 31 gennaio 2021 c’è stato l’inquadramento a tempo indeterminato “di quasi 500 unità”, scrive la Regione. Ma non basta. Sono in corso le assunzioni di un anno, le stabilizzazioni e l’inserimento di neolaureati e specializzandi .

Ed è in corso “l’utilizzo dell’accordo quadro regionale stipulato con l’agenzia di lavoro interinale Randstad Italia per la fornitura di ulteriore personale sanitario da adibire alle esigenze delle strutture, anche connesse alla sostituzione di personale temporaneamente assente, nonché per il potenziamento dei team vaccinali e della rete dei laboratori”, fa sapere la Regione dell’atto di ricognizione.