Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Covid Umbria, dal lockdown quasi triplicati i finti parrucchieri ed estetisti. In aumento anche il lavoro nero

  • a
  • a
  • a

Per il lavoro nero il 2021 sarà un anno d’oro: lo dice un’indagine condotta dalla Cgia di Mestre per la quale la crisi economica determinata dal Covid sta accentuando sempre di più un fenomeno purtroppo già noto. Nei territori più provati dalle difficoltà non sono pochi, ad esempio, i camerieri che in attesa di tornare ad esercitare la propria professione si stanno improvvisando dipintori, idraulici o giardinieri. Forse ancora più diffusa, soprattutto in Umbria, l’attività svolta da finti parrucchieri, estetisti e massaggiatori. Secondo Marina Gasparri (Cna Benessere Umbria) è verosimile ritenere che dal lockdown dello scorso marzo a oggi il numero degli abusivi sia quasi triplicato.

 

“Quando i provvedimenti del governo imponevano la chiusura alle imprese del benessere per contenere la diffusione del virus - evidenzia Gasparri - gli abusivi di queste professioni continuavano a lavorare mettendo a repentaglio anche la salute pubblica. Da allora per molte persone quella di ricorrere all’abusivo di turno è diventata, purtroppo, una deplorevole abitudine”. Per gli operatori regolari, che peraltro hanno investito anche soldi per mettersi in regola con le regole a garanzia della massima sicurezza per tutti, è una beffa. “Tanto che sono molto frequenti le telefonate che riceviamo da loro, più sfoghi che vere e proprie denunce - racconta Gasparri - Ora abbiamo chiesto e ottenuto un protocollo di intesa con le prefetture di Perugia e Terni che permette segnalazioni anonime su casi di abusivismo. Intervenire, però, è complicato perché si dovrebbe bussare alla porta di un’abitazione privata e cogliere la persona in flagranza. Quasi impossibile. Più facile, invece, fare verifiche attraverso gli annunci social che vengono messi o tramite i quantitativi di prodotti che vengono ordinati. Per questo chiediamo un coinvolgimento della polizia postale in questa attività di monitoraggio”.

 

L’associazione Confestetica ha dato il vita all’iniziativa online “Segnala un’abusiva”. In Umbria sono 58 le denunce arrivate in pochi mesi. Secondo l’indagine della Cgia di Mestre elaborata su dati Istat relativi al 2018, in tutto il territorio regionale sono 49.300 gli occupati in nero (in tutti i settori) per un tasso di irregolarità pari al 13.3%. Nelle scorse settimane i carabinieri del nucleo ispettorato del lavoro di Perugia hanno denunciato, a Gualdo Cattaneo, una donna di 35 anni che percepiva il reddito di cittadinanza e lavorava in nero. E’ stata denunciata e multata (1845 euro). Il datore di lavoro dovrà pagare sanzioni amministrative per 3.466 euro per non aver regolarizzato la donna.