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Città di Castello, rifornivano il mercato della droga: denunciati due spacciatori

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Lotta alla droga anche nei giorni di festa. Weekend di Pasqua impegnativo per i carabinieri della compagnia di Città di Castello, attivi su più fronti nella prevenzione e repressione dei reati in genere, oltre che nei controlli in materia di rispetto delle prescrizioni conseguenti all’epidemia da Coronavirus.

 

Continua senza sosta la lotta al consumo e allo spaccio di droga che ha visto l’identificazione di due insospettabili, presunti spacciatori che rifornivano di ogni tipo di sostanza stupefacente il capoluogo altotiberino. In due distinte operazioni, i carabinieri dell’aliquota operativa della compagnia hanno denunciato per l’ipotesi del reato di spaccio un 36enne del posto trovato in possesso di hashish, marijuana e cocaina e sorpreso nell’atto della cessione a un 33enne che è stato segnalato alla Prefettura quale assuntore di stupefacenti.

I carabinieri della stazione di Città di Castello, invece, dopo una perquisizione personale e domiciliare, hanno invece denunciato un 28enne della provincia di Bari, da tempo residente in città. perchè trovato in possesso di oltre 10 grammi di cocaina, 5 grammi di marijuana, alcuni spinelli già confezionati, oltre ad un bilancino di precisione e altro materiale per il confezionamento e taglio di sostanze stupefacenti.  

 

Sempre i carabinieri della stazione di Città di Castello hanno denunciato per furto e indebito utilizzo di carte di pagamento, un 35enne del luogo che, dopo aver ritrovato un portafoglio smarrito, oltre ad impossessarsi del denaro contenuto, si è recato ad uno sportello bancomat effettuando prelievi con le carte di credito presenti al suo interno. 

 Non sono tuttavia mancati i controlli anche in materia di rispetto delle prescrizioni conseguenti all’epidemia da Covid, ed a fronte di oltre 250 persone controllate e di 200 mezzi, sono state elevate una dozzina di sanzioni, prevalentemente a carico di persone che si sono spostate senza giustificazione dai rispettivi Comuni di residenza, ma non sono mancate nemmeno quelle relative alla violazione dei divieti di assembramento e uso delle mascherine.