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Draghi in Umbria per preparare la doppia partita: piano vaccino e Recovery Plan. "Che sia una Pasqua di rinascita"

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Il presidente del consiglio dei ministri, Mario Draghi, ha trascorso il giorno di Pasqua nella sua tenuta di Città della Pieve, in Umbria. Il premier è ovviamente insieme ai suoi familiari più stretti. Ha assistito alla messa nel duomo della stessa Città della Pieve, cerimonia che è stata officiata dal presidente della Cei e arcivescovo di Perugia, il cardinale Gualtiero Bassetti. Il presidente del consiglio del ministri ha preso posto in fondo alla cattedrale, piena di fedeli ma che hanno rispettato il distanziamento e le altre restrizioni previste dalle norme anti Covid.

Con i cronisti, come ha riportato il Corriere della Sera, il premier Draghi si è limitato ad una sola battuta: "Speriamo che sia una Pasqua di rinascita". Durante l'omelia nel corso della cerimonia, il cardinale Bassetti ha voluto salutare direttamente il premier in maniera ufficiale e pubblica: "Voglio mandare un indirizzo di saluto e assicurare le nostre preghiere al presidente del Consiglio, che è un nostro concittadino. In questo momento chi ha qualche responsabilità, e ne sa qualcosa anche il sottoscritto, ha bisogno di tante preghiere". Parole affettuose nei confronti del primo ministro, particolarmente legato alla regione Umbria che rappresenta il suo buen retiro. Draghi ha staccato dall'impegno di premier soltanto parzialmente, visto che nel corso della giornata, come sostengono i rumors, ha avuto comunque contatti e rapporti con i suoi collaboratori più strette. Le prossime settimane, infatti, sono considerate fondamentali per cercare di limitare il più possibile la pandemia, ma anche per iniziare a lavorare in maniera molto intensa sugli aspetti economici.

Il primo ministro si sta concentrando su due fronti. Nella giornata di giovedì dovrebbe presentare alle Regioni il Recovery Plan. L'altro capitolo fondamentale è l'accelerazione del piano vaccinale, troppo lento non solo per gli aspetti logistici, ma soprattutto per i ritardi nella consegna dei farmaci. Domani martedì 6 aprile, inoltre, prima visita ufficiale all'estero, sarà in Libia per affrontare la lotta alla migrazione illegale, i problemi interni del Paese e le forniture di gas.