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Terni, celebrata la veglia pasquale. Il vescovo: "Il mondo malato di egoismo e il vaccino non basta"

Antonio Mosca
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E' stata celebrata sabato 3 aprile la veglia pasquale nella cattedrale di Terni con la suggestiva liturgia, presieduta dal vescovo Giuseppe Piemontese, iniziata sotto i portici della chiesa con la benedizione del fuoco e con l’accensione del cero pasquale, portato in processione lungo la navata centrale della cattedrale. E’ seguita la liturgia della parola con le letture dell’Antico Testamento e del Vangelo e quindi la liturgia battesimale con la benedizione dell’acqua del fonte battesimale, il rinnovo delle promesse battesimali e l’aspersione dell’assemblea. Erano presenti le comunità neocatecumenali di Sant’Antonio a Terni che hanno rinnovano in maniera solenne di fronte al vescovo, il loro impegno battesimale e si rendono disponibili per la missione.

"Noi siamo qui - ha detto il presule - per fare rivivere l’esperienza dei discepoli: lasciarci rivestire di Cristo, facendo memoria dei sacramenti pasquali: battesimo ed eucarestia. Il viaggio spirituale dell’uomo e di ciascuno va dalla notte della creazione alla notte della risurrezione. Quest’anno, in parallela similitudine alla situazione vissuta dagli ebrei nell’esperienza dell’esodo nel deserto, siamo alle prese con i morsi velenosi non dei serpenti, ma della pandemia del Covid-19, che minaccia, contagia, ammala e uccide. Possiamo prendere maggiore consapevolezza della fragilità e caducità della nostra umanità. La pandemia, quale ferita fisica e sociale, ci ha toccato nel corpo e negli affetti, nei sentimenti e nelle libertà, ci riporta alla consapevolezza dei limiti umani e al ridimensionando delle nostre manie di onnipotenza. Il vaccino non è la soluzione; è solo un rimedio temporaneo che non guarirà un mondo che è gravemente malato dal punto di vista ecologico, morale, spirituale, sociale.

Credo che l’esperienza della pandemia - ha continuato il vescovo - possa essere visto come segno ed espressione di un’altra pandemia  che è la pandemia dell’egoismo di singoli, di categorie e di popoli, dell’imperialismo di governi e nazioni sempre risorgente, della morale ferita, dell’ostilità a Dio, dell’incredulità, della miscredenza e della prevalenza della cattiveria umana". Domenica 4 aprile, Pasqua di Resurrezione, il vescovo Giuseppe Piemontese presiederà la celebrazione alle 11 nella concattedrale di Narni e alle 18 in quella di Amelia