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Terni, aggressione in carcere: detenuto sferra pugno a poliziotto, rotto il setto nasale

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Ancora sangue e violenza nel carcere di vocabolo Sabbione, a Terni, periodicamente al centro delle cronache per gravi episodi di violenza tra le sbarre. Un detenuto si è reso protagonista di una aggressione ad un poliziotto e successivamente, nel corso di una perquisizione, è stato rinvenuto e sequestrato un bisturi.

 

La denuncia è del sindacato autonomo polizia penitenziaria Sappe, il primo e più rappresentativo della Categoria. Il segretario nazionale dell’Umbria Fabrizio Bonino parla di “nuove tensioni presso la casa circondariale di Terni, dove nel pomeriggio di giovedì primo aprile si è registrata l'aggressione di un assistente capo della polizia penitenziaria. Un detenuto italiano, collocato nel reparto comuni e condannato per il reato di tentato omicidio, si scaglia  verbalmente e per futili motivi contro un poliziotto addetto alla vigilanza a cui poi ha sferrato un pugno. Al poliziotto, accompagnato al locale pronto soccorso, è stata diagnosticata una frattura al naso. Nella stessa giornata è stata effettuata una perquisizione straordinaria, dietro denuncia di furto di un bisturi presso la locale infermeria, bisturi rinvenuto ben occultato in una cella del reparto accoglienza. La situazione sta degenerando sempre più”.

 

 


Donato Capece, segretario generale del Sappe, evidenzia infine come “ancora una volta il grave episodio avvenuto nel carcere di Terni non ha avuto un tragico epilogo solamente grazie al pronto intervento dei colleghi della polizia penitenziaria, ma non si possono dilazionare ancora urgenti provvedimenti per garantire l’ordine e la sicurezza e la piena operatività della polizia penitenziaria”.

Il Sappe si rivolge al nuovo ministro della Giustizia Marta Cartabia: “Il nuovo guardasigilli ha un profilo di altissimo livello e le chiediamo uncambio di passo sulle politiche penitenziarie. Noi confidiamo molto nel nuovo guardasigilli e auspichiamo che abbia il coraggio che non ha avuto Alfonso Bonafede sulle priorità penitenziarie”.