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Vaccino, "Io a 50 anni prenotata in Umbria con un clic. Per mia mamma ottantenne odissea in Toscana"

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Secondo Maria Luisa, una donna di 50 anni di Perugia, è stato facile prenotare la dose di vaccino anti Covid, destinato alla categoria fragile. Per la madre, che di anni ne ha più di ottanta e che vive in Toscana, invece no. E' proprio Maria Luisa a raccontare la differenza: “Appena in regione hanno aperto le liste per la mia categoria, con due telefonate e un clic ho ricevuto subito il messaggio che ero stata inserita nell’elenco. Per mia madre, invece, è stata una vera e propria odissea. Soltanto nella giornata di ieri, giovedì 1 aprile, è riuscita ad avere una data per la sua prima dose di Pfizer”.

La madre della signora Maria Luisa abita ad Abbadia San Salvatore, in provincia di Siena, ed è una delle zone della Toscana che incontra maggiori difficoltà. I tempi per la ottantenne si sono allungati molto, poi è finalmente la questione si è sbloccata e quindi potrà finalmente sottoporsi alla somministrazione del farmaco. Maria Luisa sottolinea che addirittura aveva perso le speranze per sua madre "ma la mia esperienza in Umbria è stata davvero agevole e ne sono felice”. 

La campagna vaccinale anti Covid è iniziata in maniera diversa in tutto il territorio nazionale e ogni regione ha scelto una sua organizzazione e dato precedenza ad alcune categorie. La polemica è esplosa nelle ultime settimane ed ha spinto addirittura il presidente del consiglio dei ministri, Mario Draghi, ad una forte critica nei confronti dei governi territoriali a cui poi è seguito un vero e proprio vertice. La Toscana è stata messa sotto accusa perché sono ancora pochi gli ottantenni vaccinati e il caso di Andrea Scanzi è finito al centro dell'attenzione mediatica nazionale, visto che al giornalista è stato somministrata la prima dose di vaccino quando ha 46 anni, mentre tantissimi anziani purtroppo sono ancora in attesa.