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Umbria, dottoressa insultata e aggredita: colpita in testa con il tablet. Paziente denunciato

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Una dottoressa dell'Umbria è stata aggredita da un paziente. E' l'Ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri della Provincia di Perugia a stigmatizzare l'episodio e a denunciarlo attraverso una nota in cui spieganche "gli episodi di intolleranza, ed in alcuni casi di violenza, verso il personale sanitario non si fermano, nonostante l’attuale riconoscimento del loro impegno, spirito d’abnegazione e di sacrificio, specie in tempo di pandemia". L'aggressione è avvenuta il 25 marzo nel corso di una visita fiscale. La dottoressa RC nel domicilio del paziente, dopo aver fatto il triage a distanza, ha chiesto all'uomo di indossare la mascherina per poter entrare nella sua abitazione.

Il paziente ha risposto "in malo modo di non voler indossare la mascherina usando un linguaggio scurrile e incivile, urlando di entrare e di fare la visita alla svelta". La dottoressa a quel punto gli ha chiesto di uscire in giardino e sedersi ad un tavolo esterno, ma ha incassato un altro rifiuto e nuove urla. E' stata inoltre intimata di entrare senza indossare la mascherina. A quel punto la professionista, in mancanza di condizioni di sicurezza per effettuare la visita, ha deciso di andare via, ma è stata raggiunta in strada "le è stato strappato di mano il Tablet ed è stata colpita con lo stesso in testa. Il paziente poi è arrivato all’auto della vittima prima che ella riuscisse a salire e ha iniziato a prendere tutto ciò che era all’interno e a lanciarglielo in testa". Spaventata, la professionista si è allontanata di corsa lungo la strada.

Le persone che hanno assistito hanno chiamato la Polizia. "Solo grazie al loro aiuto - scrive l'Ordine - lei è riuscita a tornare alla sua auto e quindi ha sporto denuncia". Alla donna è stato diagnosticato un trauma cranico, ma soprattutto è stata profondamente segnata a livello psicologico. L'Ordine esprime "piena solidarietà alla collega coinvolta, vittima di una violenza gratuita ed immotivata, incolpevole di tale episodio e meritevole, invece, di massima considerazione e rispetto per il delicato servizio che svolge, con dedizione e professionalità, a tutela del bene primario della salute, sia pubblica che privata. La violenza perpetrata è altresì aggravata dal fatto di essere stata rivolta ai danni di una donna, da parte di un aggressore uomo, che ha fatto percepire alla vittima un senso di preoccupazione e timore per la propria incolumità sin dal primo contatto".