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Terni, il marito di Barbara Corvi non risponde al giudice. Gli avvocati: "Ma parlerà"

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Non ha parlato ma ha intenzione di farlo.

Era in programma l’interrogatorio di garanzia, da remoto, la mattina di giovedì 1 aprile 2021, per Roberto Lo Giudice, il marito di Barbara Corvi, la giovane mamma scomparsa dal 27 ottobre 2009 (all’epoca aveva 35 anni), arrestato con l’accusa di omicidio per gli elementi indiziari raccolti nell’indagine riaperta dalla Procura della Repubblica di Terni nel luglio 2020, dopo una prima archiviazione del 2015.

Lo Giudice è rinchiuso nel carcere di vocabolo Sabbione e si è collegato con il giudice per le indagini preliminari, Simona Tordelli, assistito dai propri legali, gli avvocati Giorgio Colangeli e Cristiano Conte. In collegamento c’era anche il procuratore capo della Repubblica di Terni, Alberto Liguori, che martedì 30 marzo 2021 aveva tenuto una conferenza stampa, nella caserma del comando provinciale dei carabinieri di Terni, illustrando i nuovi elementi che avevano portato alla misura cautelare nei confronti dell’uomo.

Con una dichiarazione riportata dall’agenzia Ansa, i due legali di Lo Giudice hanno anticipato che il loro assistito avrebbe intenzione di parlare con i giudici tra una decina di giorni: “Non commentiamo nel merito la vicenda. Possiamo solo dire che da parte di Lo Giudice c'è sempre stata fin dall'inizio la volontà di parlare e di dare il proprio contributo. Per questo è stato concordato un interrogatorio con il procuratore della Repubblica di Terni che dovrebbe tenersi tra una decina di giorni”, ha detto all'uscita dal carcere di Terni l'avvocato Colangeli.

Il corpo di Barbara Corvi non è mai stato trovato e, nel corso degli anni, sono stati diversi i tentativi di depistaggio, accertati come tali dagli investigatori in quest’ultima fase dell’indagine. A cominciare dalle due cartoline che vennero inviate a nome della donna pochi giorni dopo la scomparsa, da Firenze, rivelatesi false, dalle perizie calligrafiche. Ora gli inquirenti hanno ritenuto "coerenti e credibili" le dichiarazioni raccolte durante le indagini che fanno ipotizzare che la donna sia stata uccisa il giorno stesso della sua scomparsa e sciolta nell'acido.