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Terni: festeggiamenti vietati per la Ternana promossa, ma ci sarà la bandiera sul pennone di piazza Tacito

Giorgio Palenga
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La festa è stata rinviata di sei giorni, domenica scorsa, 25 marzo 2021, ma i tifosi della Ternana, sabato 3 aprile, le bandiere dovranno sventolarle dentro le proprie abitazioni, perché dalle autorità che garantiscono la pubblica sicurezza, ed anche dalle istituzioni, arriva “l’invito” a non lasciarsi andare ai (fisiologici) festeggiamenti che caratterizzano ogni impresa sportiva come quella che stanno per centrare i colori rossoverdi. Nulla da fare, quindi, perché il weekend pasquale in zona rossa non permetterà non solo assembramenti, ma neanche di uscire di casa, se non per le motivazioni ormai arcinote, contenute nei vari Dpcm, ivi compreso l’ultimo.

E tra queste non è certamente contemplata la “necessità” indifferibile di festeggiare la salita in serie B della propria squadra del cuore. Mercoledì 31 marzo 2021, così, è arrivata anche una nota del Viminale a rafforzare quanto già annunciato dal prefetto. Emilio Dario Sensi, a margine della riunione del comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica.

“Per la promozione della Ternana in Serie B, intensificati i controlli allo stadio e in città per la partita del 3 aprile 2021. Il rispetto delle misure di sicurezza sanitaria e il divieto di assembramenti contro il rischio di contagio da Covid 19”, ha twittato il ministero dell’Interno, proprio per accendere ancor più i riflettori sulle parole del prefetto che aveva detto: “Pur comprendendo il grande sacrificio cui sono chiamati i tifosi ternani (a non poter festeggiare ndr), confido, ancora una volta, nel loro grande senso civico e di appartenenza alla comunità, auspicando l’astensione da azioni vietate che possano compromettere gli sforzi finora profusi per il contenimento del contagio in questo territorio”.

Insomma, niente carovane e sfilate perché – altra indicazione prefettizia – “valutato come concreto il rischio per gli eventuali festeggiamenti della tifoseria ternana in un momento assai delicato qual è quello attuale caratterizzato dall’emergenza sanitaria ancora in atto e dalla vigenza dei divieti di assembramento e di spostamento, è stata disposta un’intensificazione dei controlli nelle principali piazze della città ed in prossimità dello stadio comunale”.

Un appello che, domenica scorsa, lo stesso sindaco, Leonardo Latini, aveva rivolto attraverso le nostre colonne: “Troveremo il mondo di festeggiare – aveva detto – anche in Comune, ma purtroppo non sarà possibile sabato”. Intanto, però, una tradizione “storica” la città potrà sempre viverla: la bandiera rossoverde sul più alto pennone di tutto il territorio, ovvero quello della fontana di piazza Tacito. I vigili del fuoco, infatti, nei giorni scorsi hanno già fatto… le prove. A dire il vero la tradizione prevedeva anche il bagno dei tifosi dentro la fontana-calamaio, ma il fresco restauro, peraltro non ancora terminato, lo avrebbe probabilmente reso impossibile. Anche se non ci fosse stata la zona rossa.