Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Covid in Umbria, mancano le dosi e la Regione deve fermare il piano vaccini

Esplora:

Alessandro Antonini
  • a
  • a
  • a

L’Umbria è costretta a fermare le vaccinazioni: arrivano poche dosi da Roma.Prima ha rallentato e ora blocca tutto, sabato e domenica prossimi. Altrimenti rischia di non avere scorte sufficienti per garantire prime dosi e i richiami della prossima settimana. Non c’è certezza sulla data della prossima consegna e se in queste ore non arriveranno fiale aggiuntive, i 17 punti vaccinali regionali resteranno vuoti nel week end. La notizia, anticipata come “ipotesi” nell’edizione del 31 marzo del Corriere dell’Umbria, viene confermata dall’assessore regionale alla Sanità, Luca Coletto, e dal commissario straordinario all’emergenza, Massimo D’Angelo. Al momento - dato certificato dal ministero della salute e aggiornato alle 19:31 di ieri - sono 13.021 le dosi ancora disponibili in Umbria: si è dato fondo a 143.814 dosi su 156.835 ricevute dall’inizio della campagna vaccinale. Il 91,7%, contro una media nazionale dell’89,1%. 


La dottoressa Enrica Ricci, responsabile del piano vaccinale spiega: “Abbiamo inviato al ministero della Salute i dati della potenzialità della nostra regione: 9.700 dosi al giorno. Siamo riusciti a farne non più di circa quattromila ogni 24 ore fino a qualche tempo fa. Ora siamo costretti a rallentare.”. Poi i rallentamenti. “Sabato e domenica dobbiamo fermarci”, spiega Ricci, “visto che le consegne sono settimanali e dovrebbero arrivare mercoledì, ma non c’è sicurezza. Non possiamo rischiare di non garantire le dosi di chi è prenotato per lunedì e martedì”. La programmazione non traguarda i sette giorni: sovente con ritardi nelle consegne e le dosi che scarseggiano. Martedì ne sono arrivate 18.720 di Pfizer ma non bastano. Con 4.400 dosi potenziali giornaliere somministrabili nei punti vaccinali territoriali (diventati 18 con l’attivazione di quello di Cucinelli a Solomeo), le 1.650 degli otto punti ospedalieri e le 3.650 dei 730 medici di base che potrebbero inocularne 5 al giorno a testa, si arriva a 9.700 ogni 24 ore.

Per non contare le tremila annunciate dai farmacisti. Ci saranno anche pediatri e dentisti. “Se ci arrivano le dosi siamo pronti a vaccinare giorno e notte”, spiega Coletto. “Ma al momento ci sono solo annunci. Bene procedere per fasce d’età, accelera e semplifica tutto. Però ci vogliono le scorte”. E l’Umbria, colpita per prima dalle varianti, non ha avuto ancora le 50 mila dosi in più assicurate sia dal vecchio che dal nuovo governo. Intanto si rallenta, anzi si frena fino a fermarsi: rispetto alle 4.000 sommininistrazioni a cui ha fatto riferimento Ricci negli ultimi quattro giorni la media è stata di 2.300. Ieri al punto vaccinale della Media Valle del Tevere (Ammeto di Marsciano) sono stati fatti solo sette vaccini nel pomeriggio. “Non ci sono state disdette”, spiega il medico che lì somministra le dosi, Roberto Ciccone, “ne sono state programmate sette perché tante ce ne hanno consegnate”.