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Spoleto, sconto di pena per due giovani della spedizione punitiva

Chiara Fabrizi
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Sconto di pena per due dei tre protagonisti della spedizione punitiva del giugno 2018 sfociata a Spoleto nell'accoltellamento di un giovane non distante dal campetto della chiesa di San Giovanni di Baiano. La Corte d'Appello di Perugia ha ridotto a un anno ciascuno la condanna a carico di un ventiduenne originario della Campania ma residente in città da anni e di un trentasettenne del posto a carico dei quali il tribunale di Spoleto, nel luglio 2019, aveva deciso per pene di sei anni e sette mesi per il più giovane e di quattro anni e mezzo per l'altro. La significativa riduzione della pena per i due imputati, difesi dagli avvocati Francesco Mattiangeli e Riziero Angeletti, è scattata a seguito della riqualificazione del reato da tentato omicidio a tentate lesioni aggravate.

Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro 90 giorni, ma i giudici di secondo grado con il dispositivo hanno anche revocato le provvisionali per 20mila euro che il tribunale di Spoleto aveva riconosciuto al ventiseienne accoltellato. Ovviamente “soddisfatto” l'avvocato Mattiangeli, (nella foto) secondo cui “è stata riconosciuta l'insussistenza del concorso nel tentato omicidio” per i due. Sì, perché il terzo imputato, che ormai quasi tre anni fa ha sferrato due coltellate una al costato e l'altro al braccio della vittima, è stato condannato a otto anni per tentato omicidio, con la Corte d'Appello che ha confermato la sentenza.

Per gli altri due, che con “mazze e bastoni” avrebbero inseguito la vittima ferita, invece, i giudici di secondo grado hanno deciso per la riqualificazione del reato in tentate lesioni aggravate. In base alle indagini dei carabinieri, che nel 2018 nel giro di un paio di settimane hanno arrestato quattro persone (una è stata assolta in primo grado), la vittima stava giocando a calcio con un amico quando ha discusso con due donne per un cane lasciato libero dal guinzaglio. Da qui la reazione del gruppo, le due coltellate alla vittima, che si è difesa sferrando un pugno e stendendo a terra l'aggressore, per poi trovarsi a scappare mentre gli altri due ragazzi condannati ieri lo inseguivano con mazze e bastoni.