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Gualdo Tadino, indetto referendum sulla comunanza agraria

Salvatore Zenobi
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 Un referendum  per chiedere ai cittadini di Gualdo Tadino di esprimersi “liberamente e democraticamente sull’operato ed i benefici che la collettività ha ottenuto dalla ricostituzione di un ente di diritto privato come la comunanza agraria Appennino gualdese”. E’ una delle richieste contenute nel documento presentato dalla maggioranza che sostiene la giunta Presciutti approvato durante il consiglio comunale di mercoledì 31 marzo.

 

Il documento è stato approvato dopo tre ore di discussione con i soli voti della maggioranza e la non partecipazione al voto di Stefania Troiani (5Stelle), Alessia Raponi (Lega), Paolo Cappelletti (Cappelletti sindaco), Fabio Viventi e Silvia Minelli (Forza Italia-Minelli Sindaco). In particolare Stefania Troiani ha sottolineato che, pur condividendo le idee del neonato comitato contro gli emungimenti lungo la fascia appenninica, non ne fa parte. Motivazioni pressoché identiche quelle che hanno portato alla non partecipazione al voto delle opposizioni: viene chiesto di “non alimentare lo scontro”, di non mettere i cittadini l’uno contro l’altro, partendo proprio dall’ipotesi del referendum. Il tutto con dei distinguo tra le varie posizioni.

 

Da Forza Italia è stato chiesto al sindaco di convocare un tavolo istituzionale con Comunanza e capogruppo consiliari. Dalla maggioranza dopo che Emanuela Venturi (Gualdo Futura) ha illustrato il documento, si sono susseguiti gli interventi a favore di Flavia Guidubaldi, Angela Calamita e Gabriele Bazzucchi (Pd), Paolo Massaro (Forza Gualdo), cui si sono aggiunti il vice sindaco Fabio Pasquarelli, gli assessori Paola Gramaccia e Barbara Bucari e il sindaco, Massimiliano Presciutti. Accorato l’intervento del sindaco che ha spiegato come il referendum vuole essere una difesa delle istituzioni. Nel documento viene chiesto a sindaco e giunta di “ribadire in ogni sede istituzionale,in maniera ferma ed inequivocabile, il principio normativo secondo il quale i beni demaniali pubblici, con particolare riferimento ai corpi idrici sotterranei, sono di esclusiva competenza e gestione dello Stato demandato alle Regioni”. La maggioranza chiede alla comunanza agraria “trasparenza nel mettere a disposizione di tutti i cittadini, bilanci preventivi e consuntivi al fine di dimostrare l’utilità collettiva dell’attività svolta in questi anni a tutela del patrimonio gravato da uso civico”.