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Terni, in carcere il marito di Barbara Corvi. L'associazione Libera e i familiari: "Confermati i nostri sospetti"

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“L’arresto di Roberto Lo Giudice non fa altro che confermare ciò che noi e la famiglia di Barbara sospettiamo da 12 anni. Abbiamo massima fiducia nel lavoro della Procura della Repubblica di Terni”. A parlare è il coordinatore di Libera Umbria Walter Cardinali, da anni al fianco delle sorelle e dei genitori di Barbara Corvi, per portare a galla la verità, tramite una battaglia che hanno sempre combattuto in prima persona, per dare giustizia alla mamma di Montecampano di Amelia.

“Martedì 30 marzo – ha affermato Cardinali – ci siamo sentiti più volte al telefono con Irene e Monica, le sorelle di Barbara e abbiamo provato un sentimento di grande turbolenza. Da una parte c’è la felicità, se così si può dire, per l’epilogo della vicenda che ricalca ciò che noi sospettiamo da sempre, dall’altra siamo storditi, perché è un momento che aspettavamo da tempo ma che in qualche modo di mette di fronte ad una verità cruda, terribile. Ora, non resta che aspettare l’evolversi della situazione. Se gli inquirenti hanno spiccato un mandato di cattura nei confronti del marito di Barbara Corvi, senza dubbio hanno in mano elementi che lo giustificano. E noi abbiamo piena fiducia nel loro operato. Adesso – ha aggiunto il coordinatore -  non possiamo fare altro che stringerci ancora una volta intorno alla famiglia di Barbara, ai genitori, ai figli, a Irene e Monica e aspettare che i fatti prendano il giusto verso”..

Tanta emozione anche per il sindaco di Amelia, Laura Pernazza, che ha sempre seguito da vicino la vicenda. “La comunità – ha affermato – ha accolto favorevolmente la svolta sulle indagini che finalmente fa luce sul caso di Barbara. Dopo l’archiviazione del 2015, che aveva gettato tutti nello sconforto, la notizia della svolta nelle indagini fa ben sperare sul fatto che venga chiarita una volta per tutte questa tragica vicenda”. Nei giorni scorsi l'associazione Libera aveva inserito la donna amerina, scomparsa nel nulla da 12 anni, nell'elenco delle vittime innocenti della mafia.