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Umbria, il presidente di Federfarma, Luciani: "Pronti a fare 2 mila vaccini al giorno"

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Francesca Marruco
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“Oltre 200 dei nostri associati stanno frequentando i corsi abilitanti messi a disposizione dall’Istituto superiore di sanità, poi avranno l’abilitazione per la vaccinazione. Secondo me a regime possiamo essere in grado di fare anche 2 mila dosi al giorno”. A parlare, all’indomani della firma per effettuare le vaccinazioni in farmacia, è Augusto Luciani, presidente di Federfarma Umbria. “Ci sono molti nostri associati che si sono già dichiarati disponibili, almeno tutti quelli che hanno già aderito alla campagna di screening con i tamponi antigenici, che sono circa 150 e poi non è detto che non arrivino ulteriori adesioni”. 

 


Luciani confida molto nell’impegno che “anche questa volta metteranno i nostri associati in questa chiamata che ci viene fatta”. Secondo il presidente, i tempi per iniziare con le somministrazioni potrebbero essere due settimane. “Io credo che possa essere un periodo congruo prima dell’avvio della campagna da parte nostra, questo perché vanno prima terminati i corsi abilitanti, poi va firmato un protocollo regionale in cui vengano stabilite diverse questioni che sono quanto mai centrali, e poi perché forse con il vaccino monodose potrebbe essere più semplice anche per noi”. “Al di là di questo noi siamo attrezzati con gli spazi, ma chi ne ha un po’ di meno sta ragionando su dei gazebo da posizionare all’esterno”. Più cauto l’avvocato Antonio D’Acunto, coordinatore regionale di Assofarm: “Alcuni farmacisti stanno facendo il corso abilitante ma ancora non abbiamo deciso se e in che modo aderire. Intanto però i corsi li stanno facendo perché magari poi potrebbero essere magari coinvolti in team vaccinali”. 

 

 


L’intesa nazionale prevede che i vaccini verranno somministrati da parte di farmacisti “abilitati all’esecuzione” ma non per tutte le categorie di persone: saranno infatti esclusi i soggetti con “estrema vulnerabilità o con anamnesi positiva per pregressa reazione allergica grave/anafilattica”. Per ogni dose, le farmacie riceveranno come remunerazione 6 euro per “l’atto professionale del singolo inoculo vaccinale”. Il testo indica che sarà “da privilegiare l’esecuzione del vaccino seguendo percorsi in apposita area esterna” ma anche in area interna alla farmacia “purché quest’ultima sia separata dagli spazi” dedicati all’accoglienza e alle normali attività e che sia “opportunamente arieggiata in modo da garantire un costante ricircolo d’aria”. Le farmacie potranno avere più di una linea vaccinale, purché vengano rispettate le norme di distanziamento, pulizia e igienizzazione degli ambienti. Il flusso della seduta vaccinale prevede un ingresso, un’area accettazione per il disbrigo di tutte le pratiche e la realizzazione della scheda anamnestica, l’area di preparazione delle dosi che deve essere separata da quella della somministrazione e un’area per il monitoraggio di 15 minuti per eventuali reazioni avverse.