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Terni, giovane ristoratore realizza il sogno di aprire un locale con cibo di strada messicano

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Seguendo le orme dei genitori nel mondo della ristorazione, Simone Mecarelli è arrivato in Messico e, da lì, è ritornato a Terni con un progetto proprio: un locale con cibo di strada messicano. Ma non c’è solo questo dietro al “Jeppson Taco”. Nel dubbio se sia la fisionomia di Simone Mecarelli ad averlo condotto verso il sud America o se sia l’America latina ad essergli entrata dentro per via dei suoi lineamenti, da ternano Doc vuole far conoscere all’Umbria - e, perché no, anche oltre - quelli che secondo lui sono gli aspetti migliori del Messico. “La giovialità del suo popolo, con la quotidiana musica e i balli di strada; il mutuo aiuto locale e la solidarietà di vicinato; quel particolare culto dei morti che non ha niente di macabro o di irriguardoso, ma anzi di profondo rispetto per i propri antenati, della memoria familiare e per la condivisione.

Tutto partì nel 2015 - racconta - con il disegno di un’amica di un tipico simbolo messicano, che è poi oggi inserito nel logo del locale”. Si trattava di un teschio fiorito e baffuto, con un sombrero in testa e un taco tra i denti. Una provocazione per certi versi, con lo scopo di riportare nel locale, e tutto intorno, lo spirito della festa e della vicinanza, una celebrazione della vita in compagnia dei propri avi, sotto la protezione della “Ofrenda”. “Poi nel dicembre 2019 - prosegue Mecarelli - l’intenzione di fare un passo più in là, verso il progetto delle affiliazioni, con l’apertura del secondo punto ristorante a Perugia, interrotto tuttavia in gennaio dal preallarme pendemico”.

Un angolo culinario, quello di Terni, di prodotti messicani, “acquistati direttamente in Messico - rivela l’imprenditore ternano - o realizzati in Italia da ditte a conduzione familiare messicane come le piadine, prodotte a Perugia. Poi lavorati nella cucina Jeppson Taco, con uno studio dalle originali ricette delle mamitas. Inizialmente i prodotti erano rivisitati, con sapori leggermente diversi che andassero incontro ai gusti italiani, ma ora stiamo cominciando ad introdurre aromi e materie prime tipici messicani. Certo - scherza Mecarelli - non credo che riusciremo mai ad italianizzare sufficientemente i tacos con gli occhi di vacca, ma troveremo una valida alternativa”.