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Umbria, il furbetto del vaccino era su una "lista integrativa" dell'Università di Perugia

Francesca Marruco e Alessandro Antonini
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Lei è dipendente universitaria e dunque aveva tutto il diritto di stare nella lista dei soggetti da vaccinare. Ma il marito, un imprenditore calzaturiero del Perugino, assolutamente no. E invece è stato vaccinato pure lui. E’ per questo motivo che moglie e marito sono stati denunciati dai carabinieri del Nas alla procura della Repubblica di Perugia,  per truffa, abuso d’ufficio e accesso abusivo ai sistemi informatici in concorso tra loro. Che i carabinieri del Nucleo Antisofisticazione dell’Umbria alla guida del comandante Giuseppe Schienalunga si fossero recati negli uffici di Umbria Salute e Umbria Digitale proprio per acquisire le liste dei vaccinati, il Corriere dell’Umbria lo aveva anticipato nell’edizione di ieri.

 

I militari, sulle tracce di una o più segnalazioni di irregolarità erano andati a chiedere specifiche liste. La soffiata, che potrebbe essere partita direttamente dall’interno dell’Ateneo perugino, era precisa. Andare a cercare in liste che non sono passate per il Miur e quindi generate con il sistema Cineca, in cui risultano tutti i docenti e non docenti assunti. Ma in liste, cosiddette, integrative. Ovvero partite direttamente dall’Università senza la triangolazione con il ministero. Ogni ente infatti è tenuto a comunicare la lista degli aventi diritto alle Autorità sanitarie che provvedono all’inserimento nel sistema per la successiva prenotazione. 

 

 


Da Palazzo Murena nessuna dichiarazione ufficiale. Ma trapela amarezza e condanna che, non appena ricevute le comunicazioni ufficiali dagli inquirenti porterà alla ovvia apertura di un fascicolo disciplinare a carico della dipendente dell’Ateneo che ha inserito il marito nelle liste degli aventi diritto al vaccino. L’uomo, come comunicato ieri dal Nas, è stato quindi vaccinato scavalcando molte altre persone che avevano, quelle sì, diritto. I militari della tutela della salute pubblica hanno inoltre annunciato che sono in corso ulteriori accertamenti per individuare altri casi di abuso. Non è quindi per nulla escluso che, ben presto, possano emergere altri casi di furbetti, come questi primi due che hanno pensato di farla franca.