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Congresso Pd in Umbria, parla Rossi: "Fallito il percorso unitario, voto scelta obbligata"

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Alessandro Antonini
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“Ho provato a fare la proposta del percorso unitario ma mi sono accorto, dopo averne discusso a lungo, che non sarebbe stata cosa. Per questo ho fatto quello che mi sembrava più intelligente: sondare il gruppo dirigente allargato. Ad ampia maggioranza è stato detto che il congresso andava fatto il prima possibile, tra marzo e aprile e con gli iscritti del 2019 che si ritesserano nel 2020”.

Parla Enrico Rossi, commissario straordinario del Pd umbro. Che tiene a sottolineare come sia stato “riconfermato in questo ruolo da nuovo segretario nazionale del Pd, Enrico Letta”. Ai quattro candidati che minacciano di ritirarsi (Massimiliano Presciutti, Alessandro Torrini e Francesco De Rebotti per il regionale e Carlo Elia Schoen per il provinciale di Perugia) dice che la scelta non è sua ma del partito. Come sono state scelti i rappresentanti dem che hanno dato l’indicazione e come sono stati sondati? “Abbiamo individuato gli apicali in base ai ruoli attualmente svolti nel Pd, 225, e li abbiamo chiamati al telefono, chiedendogli se preferivano votare tra marzo e aprile o a giugno”, spiega Rossi. Dunque non è stata interpellata la base. Bensì non meglio indicati dirigenti. Ma ormai è fatta.

“E’ inutile”, continua l’ex presidente della Toscana, “ che i candidati che hanno minacciato di ritirarsi si intestardiscano. E’ stata la maggioranza a scegliere. Sono liberi di fare quello che vogliono. Ho cercato in tutti i modi di condurre il percorso in modo unitario però a un certo punto bisogna decidere. Io invece di fare di testa mia ho scelto di consultare il partito e la maggioranza ha scelto di farlo quanto prima”. Non manca l’appello a donare (“io ho messo 200 euro”) per la sottoscrizione straordinaria per sostenere il partito. E a mettersi in regola con le devoluzioni degli eletti nelle istituzioni. C’è ancora chi deve versare fior di quattrini, lascia intendere il commissario.