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Perugia, i carabinieri del Nas scoprono furbetto del vaccino: è un imprenditore del settore delle calzature. Altre due denunce

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Perugia, i carabinieri del Nas hanno scoperto un cosiddetto "furbetto del vaccino": si tratta di un imprenditore del settore delle calzature della provincia di Perugia. L'uomo, grazie all’intervento della moglie dipendente universitaria, è riuscito a farsi inserire nell’elenco degli operatori scolastici e ha potuto così
accedere abusivamente alla piattaforma on line di prenotazione, gestita dai servizi regionali, ed essere vaccinato, scavalcando gli aventi diritto. I controlli dei militari, volti proprio a identificare persone che riescono a farsi vaccinare pur non essendo compresi nelle categorie che accedono prioritariamente alla somministrazione del siero, in questi giorni sono effettuati a tutto campo.

 

Proprio nell'ambito di queste attività, i carabinieri del Nas hanno denunciato alla Procura della Repubblica di Perugia due persone, in concorso tra loro, per truffa, abuso d’ufficio e accesso abusivo ai sistemi informatici. I militari del nucleo umbro, nell’ambito dell’attività ispettiva in corso presso i centri vaccinali della regione, hanno infatti acquisito l’elenco delle persone vaccinate stanno rilevando alcune irregolarità in relazione alle categorie previste dalle linee guida del piano nazionale.

 

Una fattispecie, quest'ultima, che sta generando polemiche a livello locale e nazionale: è di pochi giorni fa, solo per citare uno dei casi balzati maggiormente agli onori delle cronache, la vaccinazione ricevuta dal giornalista Andrea Scanzi, inserito tra i riservisti in quanto tutore dei genitori (con il padre che fino a pochi giorni prima sul suo blog scriveva contro i "furbetti" del vaccino, trovandosi costretto lui stesso ad attendere malgrado fosse affetto da una patologia). Ma anche in relazione all'apertura delle vaccinazioni per gli avvocati, poi stoppata. Altro tema "caldo" è quello della vaccinazione dei sanitari, anche dei cosiddetti "no vax", per evitare contagi da parte di medici e infermieri, visti i diversi casi di focolai da loro originati in varie strutture sanitarie lungo tutta la penisola.