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Pd Umbria, congresso caos: quattro candidati pronti al ritiro

Alessandro Antonini
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Congresso Pd in Umbria, quattro candidati annunciano il ritiro se non si interrompe un percorso congressuale giudicato illegittimo. Il commissario straordinario regionale Enrico Rossi, nominato da Nicola Zingaretti, ha impresso quella che viene definita una “accelerazione” non concordata ad assemblee votazioni. I circoli, con questo cronoprogramma, votano dal 9 al 29 aprile, assemblea regionale per l’elezione del nuovo segretario il 15 maggio.

La notizia dell’approvazione della nuova road map è stata decisa “accogliendo l’istanza scaturita a maggioranza dalla consultazione dei gruppi dirigenti del partito” ha fatto sapere Rossi (nella foto) via mail poco dopo le dimissioni dello stesso Zingaretti. I tre candidati al livello regionale, Massimiliano Presciutti, Francesco De Rebotti, Alessandro Torrini e il candidato al provinciale di Perugia, Carlo Elia Schoen, senza “una soluzione unitaria” si ritireranno insieme ai 200 candidati all’assemblea regionale. Resterebbe così in campo per la segreteria regionale solo Tommaso Bori, zingarettiano doc, capogruppo a Palazzo Cesaroni. “Con le dimissioni di Zingaretti - scrivono Presciutti, De Rebotti, Torrini e Schoen - tutti gli organismi collegiali e monocratici da lui nominati sono decaduti: Rossi, prima di prendere ogni decisione, avrebbe dovuto aspettare almeno una eventuale conferma e dare a Letta il tempo materiale di occuparsi della vicenda umbra. Solo successivamente il commissario ha chiesto il nostro parere sul nuovo regolamento congressuale. Noi abbiamo prontamente evidenziato una serie di questioni, molto rilevanti anche dal punto di vista delle violazioni delle regole statutarie, la più importante delle quali è quella di non consentire ai nuovi iscritti di partecipare al congresso, lasciando che siano solo gli iscritti di due anni fa, del 2019, a votare, decisione questa, oltre che incomprensibile, irricevibile”. Per i quattro “non sussistono le ben che minime condizioni politiche per un confronto di merito. Rossi non ha risposto alle nostre sollecitazioni ed ha proceduto a chiedere ai circoli di convocare i congressi per aprile”. 

Insomma, in Umbria si va in direzione opposta rispetto al partito aperto e inclusivo tratteggiato da Letta. “I capigruppo, correttamente, si sono dimessi e alla Camera e al Senato saranno individuate due donne: un segnale forte. Azzerare e ripartire. È necessario che anche in Umbria si parli di queste cose, senza continuare ad ignorare la nuova fase politica che si è aperta”, continuano i quattro candidati. Che chiedono di incontrare Letta “per trovare una soluzione unitaria alla vicenda congressuale del Pd regionale”. In caso contrario ci sarà il ritiro di massa. Se entro pochi giorni “non si concretizzasse tra tutti i candidati umbri la volontà di procedere in tale direzione, dovremmo prendere atto che sarebbero definitivamente venute meno le condizioni politiche che avevano motivato il nostro impegno oramai più di otto mesi fa. E, pertanto, noi, candidati alla segreteria regionale, insieme ai 200 candidati alla assemblea regionale a nostro sostegno, ai candidati al congresso provinciale di Perugia e a tanti, tantissimi, nostri sostenitori ci fermeremo, ritirandoci da questo congresso del Pd dell’Umbria che riteniamo illegittimo e dannoso”, concludono Presciutti, De Rebotti, Torrini e Schoen