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Perugia, Comune duro: "Quarantena per i ragazzi delle risse. A casa 14 giorni"

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Alessandro Antonini
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A Perugia per almeno quattro dei ragazzi identificati dopo gli scontri in centro storico di sabato 27 marzo, il Comune chiederà la quarantena obbligatoria precauzionale di 14 giorni. E’ quanto annuncia l’assessore comunale alla sicurezza, Luca Merli, che sabato pomeriggio era in centro storico per coordinatore i gruppi di volontari della protezione civile. Scontri e risse son stati segnalati in via Marzia, Piazza Cavallotti, Piazza Piccinino e via Mattioli. Due multe sono state elevate per mancato utilizzo della mascherina.
L’ordinanza che propone Palazzo dei Priori, con annesso tampone per verificare la positività, è sulla falsa riga di quelle già emesse per le risse del lockdown di marzo e aprile 2020, per i quali i partecipanti sono finiti sotto processo. Allora venne messa in campo anche una campagna di screening per oltre 600 persone presenti nell’acropoli quando vennero rilevati gli assembramenti. L’ultima ordinanza precauzionale emessa in ordine di tempo dal Comune di Perugia riguarda la festa abusiva di compleanno a Villanova di Marsciano del 13 marzo scorso. Per i partecipanti identificati è scattata la quarantena. “All’interno dell’abitazione - è scritto nell’istruttoria di una delle ordinanze - erano presenti persone provenienti da Comuni diversi, per una durata di diverse ore, con presumibile consumo, in modalità promiscua, di cibi e bevande, oltre che persone certamente non conviventi, in tal modo ovviamente non osservandosi né la prescritta distanza interpersonale di almeno un metro, né il divieto di contatti interpersonali, né il divieto di assembramento e di feste”. 

Le condotte accertate “rappresentano potenziale motivo e veicolo di contagio qualora uno dei partecipanti all’evento conviviale si dimostrasse positivo (con o senza sintomi) al Covid, con le ovvie conseguenze in termini di possibile propagazione e contagio sulla popolazione”.  L’accaduto “si pone in contrasto con quanto chiaramente stabilito dai dpcm progressivamente emanati nel corso dei mesi in particolare per il divieto di feste in luoghi al chiuso e all’aperto e (divieto di spostarsi fuori dal proprio Comune di residenza nelle zone arancioni, oltre che col divieto di assembramento puntualmente riproposto in tutti i provvedimenti a carattere nazionale promulgati da un anno a questa parte per la gestione dell’emergenza Covid, dovendo invece essere garantita la distanza interpersonale di almeno un metro ed evitati contatti interpersonali”. Nel caso delle risse di sabato scatta il divieto di assembramento, il mancato utilizzo dei dpi. Niente divieto di spostamento: tutti i ragazzi risultano residenti nel comune di Perugia.