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Covid in Umbria, blitz nel Nas a Umbria Salute: acquisite le liste delle categorie extra

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Sul posto anche i Nas

Alessandro Antonini
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I carabinieri del Nas hanno acquisito liste di nomi delle categorie prioritarie e categorie extra a Umbria Digitale e Umbria Salute. L'obiettivo è verificare alcuni nomi in particolare.
Il nucleo anti sofisticazione indaga sulla rispondenza dei requisiti di alcune persone inserite nelle liste - autocertificate da enti, associazioni e ordini di provenienza - e le linee guida ministeriali adottate al momento delle prenotazioni. 
Nel mirino dei carabinieri singole posizioni: si tratta di un’attività nata da esposti e segnalazioni. I casi in questione hanno già ottenuto la somministrazione della prima dose vaccinale. Tra le categorie extra ci sono quelle inserite come servizio pubblico essenziale. Dagli avvocati ai magistrati passando per gli operatori di pompe funebri alle associazioni di volontariato e simili. Poi i Coc e la protezione civile che hanno visto l’inserimento in lista di sindaci, assessori e funzionari comunali. 


Ma sotto la lente del Nas ci sono anche alcune categorie prioritarie - così definite anche nel nuovo piano vaccinazioni del governo Draghi - vedi il personale scolastico.
Al momento, seppure la priorità è stata riassegnata ai soggetti fragili e alle fasce d’età dal più anziano al più giovane le categorie prioritarie restano e sono: operatori sanitari, ospiti rsa, over 80, forze armate e personale del mondo dell’istruzione appunto. In Umbria su 132.620 dosi somministrate dall’inizio della campagna vaccinale ci sono 4.441 dosi che sono state inserite nella categoria “altro”, riferita ai servizi essenziali di cui sopra - poi stoppata da Draghi - e 7.004 di “personale non sanitario”.


Si tratta di figure tecniche e delle pulizie che lavorano in ambito clinico, ospedaliero e non. Proprio in queste fasce si annidano eventuali furbetti. Nel caso dell’Umbria la quota complessiva sotto le diciture “altro” e “personale non sanitario”, secondo i dati forniti dal Ministero della Salute, rappresentano l’8,6% del totale.