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Covid in Umbria, Tesei: "Comprerei lo Sputnik. Ci sono stati disguidi sui vaccini"

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Alessandro Antonini
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“Comprerei il vaccino Sputnik. Sicuramente sì. Se fosse ratificato dalle agenzie di controllo e alle Regioni fosse data la possibilità di approvvigionarsi in autonomia. Ma credo che in questo momento debba essere lo Stato a fare gli acquisti”. Si sbilancia per la prima volta la governatrice dell’Umbria Donatella Tesei sul vaccino russo. Non arriva ai livelli di Vincenzo De Luca in Campania che ha già fatto accordi per approvvigionarsi in caso di ok dell’Ema. Per Tesei prima servono il disco verde delle agenzie di controllo e l’ok del governo, solo a quel punto l’Umbria sarebbe pronta all’acquisto. “Il governo attuale - spiega Tesei - si sta muovendo bene in in Europa. In passato sono stati fatti errori sull’acquisto dei vaccini da parte dell’Ue. L’Umbria insieme ad altre regioni era pronta a percorrere altre strade”.


Presidente i 50 mila vaccini in più assicurati all’Umbria?
Ancora non sono arrivati. Ci sono stati inviati i 16 mila che mancavano già chiesti ad Arcuri senza esito. Ma noi continuiamo a chiederli. Già dalla prossima settimana.
Restiamo sui vaccini, ammette l’errore con le categorie extra e gli avvocati?
Ci possono essere stati disguidi, come in altre regioni. Vedi le prenotazioni degli avvocati. Mercoledì abbiamo avuto una riunione con lo staff vaccini e la comunicazione sulle nuove linee guida. C’è stata, il giorno dopo, una mezza giornata di defaillances. Oggi siamo allineati alle nuove linee del governo Draghi, che permettono di accelerare. Quel problema è rientrato. Ma il tema è complesso. Per AstraZeneca sono stati cambiati i parametri di età più volte. Ricordo che la ‘giustizia’ era stata inserita nei servizi essenziali. Lo stesso ex ministro della Giustizia Alfonso Bonafede lo aveva sollecitato.


A proposito di governo: l’Umbria ha numeri da zona gialla ma è costretta a un altro mese di arancione.
Con questi dati dopo Pasqua, se ci fosse il sistema delle fasce, potremmo riaprire quasi tutto. Dico ‘quasi’ perché il virus è insidioso: lo abbiamo visto noi per primi, con l’escalation rapidissima dei contagi e la scoperta della prevalenza delle varianti. Siamo intervenuti con misure mirate e ora siamo da zona gialla. E’ stato un dolore adottare le ordinanze di chiusura, a partire dalle scuole. 
Per questo ora l’Umbria è due volte penalizzata dalla fascia unica (rosso-arancio). O no?
Era più giusto adottare misure localizzate ma abbiamo condiviso il provvedimento in Conferenza Stato-Regioni perché la situazione a livello nazionale è preoccupante.
Chiederà ulteriori ristori? 
Nel nuovo decreto Sostegni sono state inserite le nostre richieste sia per la precedente fase che per l’attuale.