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Covid Umbria, per gli enti locali mancati incassi per 65 milioni, aumenta il debito di imprese e famiglie

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L’Umbria in sofferenza elevata nell’indagine di Demoskopika che, confrontando il 2020 rispetto al 2019, ha provato a quantificare i possibili impatti della pandemia sul sistema economico e sociale delle regioni italiane. Il report parla, per l’Umbria, di quasi 65 milioni (64.747.902) di mancati incassi tributari locali, 269 milioni di maggiori debiti per imprese e famiglie, 5.796 nuclei in condizioni di estremo disagio e 6.448 posti di lavoro in meno. Nel 2020, inoltre, si sono perse 761 nuove aziende. 
L’Istituto di ricerca ha classificato le regioni in tre cluster principali, in relazione al livello di sofferenza economica: molto elevato, elevato e moderatamente elevato. Cinque realtà regionali con un livello sofferenza molto elevato, dieci con un livello elevato e le rimanenti cinque con un grado moderatamente elevato. 

 

 

Le regioni che risultano più colpite dalla crisi sono Piemonte, Veneto, Trentino-Alto Adige, Liguria e Calabria. In questa particolare classifica, l’Umbria si trova in dodicesima posizione con un punteggio di 99.6 pari a un livello di sofferenza elevato. 
I parametri presi a riferimento sono: incidenza della povertà relativa familiare, occupati a tempo pieno e a tempo parziale, natalità imprenditoriale, prestiti alle imprese, credito al consumo alle famiglie e, infine, entrate tributarie ed extra-tributarie locali.
I problemi economici legati alla pandemia hanno portato, in Umbria, a 5.796 famiglie che vivono in condizioni di estremo disagio. Non una sorpresa, in realtà. Le Caritas diocesane di tutta la regione da tempo stanno monitorando il fenomeno e si stanno mobilitando per aiutare le persone in difficoltà, spesso persino senza una casa e nell’impossibilità di fare anche soltanto la spesa. Il Covid ha reso più vulnerabile anche il mercato del lavoro. Da elaborazione di dati Istat, risultano 6.448 occupati in meno in un anno: erano 362.901 nel 2019, sono scesi a 356.453 nel 2020 (-1.8%). Diminuisce anche la voglia di fare impresa: nel 2020 le dinamiche di natalità rilevate registrano un decremento del 15.62% rispetto al 2019, con 761 aziende in meno iscritte (dati Unioncamere).

 

Nei dodici mesi del 2020, Demoskopika, analizzando i dati di Bankitalia, ha rilevato la crescita dei prestiti alle imprese trainate dall’introduzione di consistenti garanzie pubbliche: per l’Umbria si parla di quasi 231 milioni in più (variazione del 2.36% rispetto al 2019). Così come aumenta l’indebitamento delle famiglie per l’acquisto di beni e servizi (+38.444.000). 
Pure gli enti locali entrano in crisi di liquidità. Nel 2020, il Covid-19 ha travolto anche le casse comunali e provinciali con una sforbiciata di quasi 65 milioni di mancati incassi, pari al 9,14%, derivanti dai principali tributi locali rispetto allo stesso periodo del 2019: da 708.170.755 del 2019 si è passati a 643.422.854 del 2020