Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Orvieto, rinviato a Rieti il processo per il crollo dell'Hotel Roma dove morirono Barbara e Matteo

  • a
  • a
  • a

Quanti anni dovranno ancora passare perché la giustizia faccia il suo corso anche rispetto al crollo dell’hotel Roma di Amatrice?”. Se lo chiedono dall'associazione 3.36 per Barbara & Matteo, costituita da amici e familiari di Barbara Marinelli e Matteo Gianlorenzi, morti nella notte del 24 agosto 2016, all'età di 42 e 44 anni, a seguito del terremoto di Amatrice.

Dopo quasi cinque anni, l'udienza preliminare fissata venerdì 26 marzo 2021 presso il Tribunale di Rieti, tuttavia, si è risolta in un nulla di fatto rinviando il processo al 24 giugno 2021. L’ufficio del giudice per l’udienza preliminare, infatti, non ha notificato l’avviso di fissazione dell’udienza all’unico imputato.

L’associazione 3.36 si dichiara indignata di fronte a quella che appare come “l’ennesima dimostrazione di inefficienza nel percorso della giustizia, se di inefficienza si sta parlando”.

“Eppure - aggiungono dall'associazione che, nel ricordo della coppia, porta avanti forme di volontariato attivo - l’indirizzo dell’ingegnere, accusato insieme ad un altro indagato defunto dopo la chiusura delle indagini preliminari, di essere tra i responsabili del crollo dell’hotel Roma, sarebbe dovuto essere noto agli uffici giudiziari del Tribunale di Rieti, in quanto già coinvolto nel processo per il crollo delle palazzine ex Iacp di piazza Sagnotti, e per il quale, stando alle notizie apparse sulla stampa, ha ricevuto una condanna in primo grado. Il prossimo 24 giugno temiamo che qualche altra problematica burocratica possa fare ancora slittare l’udienza”.

I genitori di Barbara Marinelli sono venuti a mancare entrambi nel novembre 2020, a pochi giorni l’uno dall’altra, senza aver potuto assistere a una sentenza definitiva per dare giustizia alla tragedia di cui è rimasta vittima la propria famiglia.

Il dato complessivo delle vittime del terremoto di agosto 2016 di Amatrice parla di 299 morti, a quanto calcolato dalla Protezione civile, mentre furono estratte vive dalle macerie 238 persone, alcune delle quali decedute in seguito.