Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Umbria, imprese allo stremo per la crisi Covid. Proteste in piazza di commercianti, giostrai e tassisti

Esplora:

  • a
  • a
  • a

“Vogliamo tornare a lavorare”: giostrai, tassisti, ristoratori, commercianti e guide turistiche lo hanno ripetuto decine di volte, venerdì 26 marzo, nel corso delle manifestazioni di protesta che si sono succedute tra Perugia, Assisi e Terni. Da un anno praticamente fermi, con sostegni inadeguati, le tasse da continuare a pagare e le famiglie da mantenere, lavoratori autonomi e partite Iva sono allo stremo. Piazza Italia, a Perugia, ieri mattina è diventata una fiera colorata, con tanto di giostrine per bambini e musica, quasi come ai tempi antecedenti al Covid. Solo che questa volta gli operatori dello spettacolo viaggiante hanno dovuto mantenere distanze e mascherine.

 

 

 

“Non ce la facciamo più, da ormai un anno siamo inattivi - spiega Ugo Livero, giostraio da una vita - Molti nostri giovani si sono dovuti trovate altre occupazioni, anche perché quello che abbiamo ricevuto dal governo non è stato sufficiente. Chiediamo di tornare a lavorare - evidenzia ancora - e per farlo abbiamo bisogno degli adeguati sostegni. In Umbria ci sono almeno 200 imprese del settore, alcune probabilmente non riusciranno neanche a riaprire”. I giostrai hanno anche incontrato la presidente della Regione, Donatella Tesei, che hanno accolto con un applauso. Sempre a Perugia, in piazza IV Novembre, hanno manifestato tassisti, guide turistiche e ristoratori. “Ormai da un anno siamo in una situazione non più sostenibile - spiega Andrea Cappella, di Uritaxi Umbria - abbiamo prestato servizio quando le strade erano deserte, abbiamo speso soldi per divisori e sanificazione, adottiamo ogni cautela e siamo sempre rimasti a disposizione delle fasce più deboli della popolazione. Nonostante questo, pur non incassando nulla dobbiamo continuare a pagare tasse e tributi”. Ad Assisi si è rinnovato l’appuntamento settimanale con la manifestazione #noidimenticati per sensibilizzare le istituzioni sulla grave crisi che stanno incontrando i commercianti di territori che fino all’arrivo della pandemia vivevano quasi esclusivamente di turismo. La manifestazione si è svolta contemporaneamente anche nella città-santuario di Cascia. Protesta il mondo economico ma anche quello della scuola. A Perugia, studenti, insegnanti e genitori aderenti al comitato Priorità alla scuola venerdì mattina si sono dati appuntamento in piazza IV Novembre per chiedere di tornare al più presto in presenza. “Basta dad”, è stato il loro grido. 

 

A Terni il presidio è stato organizzato in piazza della Repubblica. “Non è possibile – spiega Franco Coppoli, responsabile provinciale e dell'esecutivo nazionale Cobas scuola – che anche le scuole ternane debbano restare chiuse. Chiediamo di tornare in presenza in sicurezza perché la dad ha molte criticità soprattutto per i più piccoli. Chiediamo che i soldi già previsti dal Recovery Plan per la scuola siano, tra le altre cose, destinati a ridurre a 20 il numero massimo di alunni per classe e a 15 in presenza di alunni diversamente abili”.