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Covid in Umbria, riscritto il piano vaccini: l'obiettivo è somministrare 9.000 dosi al giorno

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Ale. Ant.
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Piano vaccini, si riparte con gli oltre 45 mila pazienti fragili. E gli ultra vulnerabili che avranno le dosi dal 1 aprile. Tra questi i pazienti oncologici in trattamento e i dializzati saranno immunizzati nei centri di cura già da lunedì. E ancora: dal 1 aprile si parte anche con gli ultra settantenni: dai 79 anni di età  a scendere. Sono i punti salienti del nuovo piano vaccini della Regione  Umbria, adeguato  alle linee guida del commissario nazionale generale che - spiega l'assessore regionale alla Sanità, Luca Coletto, "semplificano significativamente quelle precedenti ed imprimono un’accelerazione a tutto il sistema vaccinale. Auspichiamo che a questo si associ un incremento delle dosi di vaccini a disposizione dell’Umbria, come a più riprese chiesto dalla Regione. Le nostre strutture sono pronte ad accrescere le somministrazioni per garantire quella copertura vaccinale fondamentale per la salute dei nostri cittadini e anche per far ripartire i settori economici”.  Alla conferenza stampa ha partecipato anche la governatrice, Donatella Tesei, che ha sottolineato come l'Umbria si sia sempre attenuta alle direttive nazionali.

Fra gli altri temi del piano vaccinale, illustrati dal commissario regionale Massimo D’Angelo, il completamento delle vaccinazioni degli ultraottantenni, raggiungendo anche i circa 18mila (il 20% dei circa 90mila over 80 umbri) che ancora non hanno aderito alla campagna, e la vaccinazione dei soggetti estremamente vulnerabili, stimati in circa 45mila, dal primo aprile (con la conclusione della somministrazione della prima dose entro maggio).    Saranno vaccinati anche gli accompagnatori (caregiver) potranno essere vaccinati. In caso di accompagnatori di minori si va fino a un massimo di tre persone vaccinabili.
   Attualmente la “potenza di fuoco” giornaliera di somministrazione, fra i 17 punti vaccinali territoriali e 8 ospedalieri e 700 medici di medicina generale, è di circa 7mila dosi che si stima possano salire a 9mila al giorno, prolungando orari - anche la domenica pomeriggio- e con l’apertura di altri tre punti vaccinali, di cui si sta valutando l’idoneità strutturale, nel caso di una maggiore dotazione di vaccini. 


Nella seconda parte della conferenza stampa, il dottor Marco Cristofori e la dottoressa Carla Bietta, del Nucleo epidemiologico regionale, hanno evidenziato i numeri più significativi dell’andamento della diffusione del coronavirus in Umbria: in controtendenza con l’andamento nazionale, continua la discesa della curva epidemica. L’indice Rt è a 0,81 (al di sotto della media mobile nazionale dello 0,96), e l’incidenza per 100mila abitanti ha registrato nell’ultima settimana un calo, attestandosi a 137,68, una delle più basse a livello nazionale. In discesa anche numero dei positivi, ricoveri e decessi.


  “Dati che attestano come l’Umbria, grazie al monitoraggio continuo e alle misure prese nei vari ambiti istituzionali e sanitari – ha rilevato il direttore regionale alla Salute, Claudio Dario – sia riuscita a gestire nella maniera migliore la terza ondata della pandemia, nonostante la presenza di varianti quali quella inglese e brasiliana, quest’ultima particolarmente aggressiva e contagiosa, presente in Umbria nel 36% dei casi con picchi del 60 per cento in alcuni contesti, a fronte del 4,3 per cento a livello nazionale”.