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Perugia, vaccini ai legali: la dirigente chiama il fratello e parte l'inchiesta

Francesca Marruco
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Che la questione dei vaccini agli avvocati a Ponte D’Oddi a Perugia era destinata a non finire con le polemiche di lunedì era chiaro. Che prendesse le forme di un’inchiesta interna alla Usl Umbria 1, con tanto di passaggio di documenti e dichiarazioni all'ufficio provvedimenti disciplinari dell'azienda per una valutazione delle eventuali responsabilità nell'accaduto, lo era decisamente meno. Questo perché alla seppur già da subito non lineare convocazione dei legali al punto vaccinale di Ponte D’Oddi, non avvenuta per vie ufficiali tra Asl e Ordine, mancava un pezzo. Ed è quello che la stessa Usl ieri ha messo - in parte - nero su bianco in una nota stampa. In cui si legge che dopo le polemiche il commissario all’emergenza Covid 19, Massimo D’Angelo, ha chiesto chiarimenti alla responsabile del distretto Perugino. “Nel corso del colloquio la dirigente ha dichiarato e sottoscritto di aver ricevuto alle 19 circa di sabato 20 marzo l'indicazione dalla referente aziendale vaccinazioni di “dover effettuare l'indomani mattina,a Ponte D'Oddi, un numero di vaccinazioni AstraZeneca aggiuntive rispetto alle sole 28 prenotate. Per integrare gli appuntamenti mi è stato trasmesso un file con i nominativi dei referenti delle categorie oggetto di convocazione, ho provveduto a contattare i rappresentanti delle onoranze funebri, mentre la collega, dottoressa Michela Cardamone (responsabile del team vaccinale dell’Usl Umbria 1, ndr), mi informava di aver recuperato un elenco di 44 persone dall'Ufficio scolastico regionale. In questo modo consideravo conclusa la programmazione delle vaccinazioni di domenica”. 

 


“Nella mattinata di domenica, invece - è ancora la dottoressa Blasi - alle ore 9,30 circa, sono stata informata dell'adesione di soli 22 soggetti provenienti dalle scuole. Gli altri operatori, delle altre categorie, più in particolare delle onoranze funebri, erano già stati avvisati per cui,avendo a disposizione una ventina di dosi di vaccino residue, in maniera informale, nell'urgenza di utilizzare le dosi disponibili, ho provveduto tramite un contatto personale a far arrivare alcuni avvocati, la cui categoria era ricompresa nell'elenco dei soggetti da vaccinare per la cui numerosità e per l'esiguità delle dosi disponibili in quella domenica non avevo provveduto a contattare in precedenza".

 


Secondo quanto appreso, il contatto personale della dottoressa era il fratello avvocato, il quale, va specificato, non risulta tra i 22 che sono stati vaccinati a Ponte D’Oddi domenica. Contattato telefonicamente il legale non ha voluto confermare né smentire riservandosi una nota stampa. Da quel contatto poi parte un tam-tam in alcune chat di legali perugini che si presentano alla vaccinazione. Molti altri restano fuori. Nessuno avverte qualche rappresentante dell’Ordine che quindi non contatta ufficialmente i suoi iscritti. Salvo poi scoprire che un consigliere si è vaccinato. Nella categoria la tensione e alle stelle e la frase che va per la maggiore è “ognuno risponde per il suo comportamento”. Ma sulla questione avvocati non è tutto: a Città di Castello infatti, oltre ai legali con studio lì, sono accorsi almeno una dozzina di colleghi perugini. E sempre a Perugia c’è chi si è portata il marito, vaccinato pure lui. Si dirà, erano comunque dosi destinate agli avvocati. Certamente si. C’era un modo migliore per convocarli? Blasi, ha tenuto a precisare che il suo intervento “è stato esclusivamente dettato dalla volontà di un impiego delle dosi secondo i principi della tempestività e della tutela della salute”. “Mi rammarico profondamente - ha detto - se, in considerazione della contingenza, il mio comportamento sia stato frettoloso, ovvero improntato a risolvere il problema piuttosto che ad effettuare i passaggi formali necessari, e di ciò mi assumo ogni responsabilità, seppure sottolineando la massima buona fede”. Il direttore generale della Usl Umbria 1, Gilberto Gentili si dice “assolutamente convinto della totale buona fede” della dirigente “che - sottolinea -in queste settimane non si è mai risparmiata”.