Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Umbria, nuova iniziativa di protesta dei ristoratori: "Dal 6 aprile riapriamo a pranzo e cena"

  • a
  • a
  • a

“Ci sta crollando tutto addosso, ormai non abbiamo più nulla da perdere”: Enrico Guidi, presidente di Mio Umbria - il movimento che raggruppa tutte le imprese legate al mondo dell’ospitalità - parla di una situazione drammatica. Il settore è fermo ormai da mesi, gli imprenditori sono esasperati. Da qui la decisione di aderire all’iniziativa deliberata domenica sera dal direttivo di Mio Italia: andare contro le norme e aprire, seguendo tutte le misure anti-Covid, dal 6 aprile a pranzo e cena. Bar, ristoranti, pizzerie, pub: tantissime le adesioni che il movimento sta raccogliendo anche in Umbria da quando l’iniziativa è stata pubblicizzata sui social.

 

“Sono convinto che il 6 aprile saremo tantissimi - evidenzia Enrico Guidi -. La gente è stanca, andiamo avanti senza prospettive, programmazione, piani di rilancio, interventi sui costi fissi. Nulla di nulla. Ci sono invece le tasse da pagare e adesso cominceranno ad arrivare gli sfratti. L’unica soluzione che abbiamo è quella di tornare a lavorare”. Paolo Bianchini, presidente di Mio Italia, rincara la dose: “Il Paese, come conseguenza delle decisioni scellerate della politica, sta perdendo, una dopo l’altra, aziende importanti che complessivamente creavano il 30% del Pil. Non solo. Lo Stato assiste inerme e irresponsabilmente al collasso dei prodotti Made in Italy e del settore della distribuzione, esposto finanziariamente con gli istituti bancari proprio a causa dei blocchi del comparto horeca e dei conseguenti crediti deteriorati. Nessuno di noi ormai ha più niente da perdere - ribadisce Bianchini - Di fronte al funerale certo di bar, ristoranti, pizzerie e pub abbiamo deciso di riaprire, a pranzo e a cena. Sempre”. 

 

In Umbria le imprese legate al settore horeca sono circa cinquemila per un totale di circa 13 mila dipendenti. Secondo una stima della Confcommercio, nel 2021 il 30% di queste rischia di chiudere. Il centro studi Fipe Confcommercio ha anche calcolato, per il settore della ristorazione dell’Umbria, una perdita di fatturato di 548 milioni nel 2020 rispetto all’anno predente. Un settore, quello dell’horeca, che chiede soltanto di poter tornare a lavorare nel più totale rispetto delle norme anti-contagio.