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Umbria, dati shock: 35 mila giovani non studiano e non cercano lavoro

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Patrizia Antolini
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In Umbria nel 2020 i giovani senza un lavoro, che non studiano e che non si formano, sono diventati 35 mila. Un balzo del 25% compiuto tra il 2019 e il 2020, a causa della pandemia. Un dato che fa della regione verde la peggiore in Italia nella fascia d’età compresa tra i 15 e i 34 anni d’età. Scuole chiuse, dad, abbandono scolastico, un’economia che deve fare i conti con un pil a -11%. Sono tutti gli elementi riconducibili al cosiddetto fenomeno dei Neet, la generazione di giovani e giovanissimi che ha smesso di studiare, di cercarsi un posto di lavoro e pure di continuare a formarsi in attesa di poter agganciare un’opportunità. Una generazione che rischia di non avere futuro. 

I dati nero su bianco sono stati forniti dall’Istat ed elaborati da Mediacom043, l’agenzia di Big Data che diffonde rapporti e approfondimenti di taglio economico e sociale, diretta da Giuseppe Castellini. Un fenomeno di forte impatto sociale e che pone una seria ipoteca sullo sviluppo del Paese, si legge nel rapporto, proprio quando si è aperta una fase nuova dei driver della crescita con la digitalizzazione a fare da traino e che richiede competenze diverse e più larghe rispetto al passato. Se si guarda alla fascia d’età 15-34 anni la situazione muta a livello di regioni. È infatti l’Umbria la regione che mostra l’incremento più forte dei Neet nella fascia 15-34 anni (+25%), seguita da Trentino Alto Adige (+22,8%) e Lombardia (+20%), mentre il Mezzogiorno evidenzia una contrazione (-0,9%). Anche se nel Mezzogiorno il numero dei Neet partiva già da numeri molto alti.

I dati sul fenomeno evidenziano quanto emerso nel corso del 2020 dai rapporti congiunti Istat, Anpal e Inps sul mercato del lavoro, dai quali emerge che, in generale, sono stati i giovani (insieme alle donne) i più penalizzati dal calo senza precedenti dell’occupazione registrata nel 2020 (-426mila posti di lavoro, con l’incremento di 567mila inattivi). Un calo, prosegue ancora il rapporto Mediacom043, avvenuto nonostante il blocco dei licenziamenti e che ha colpito le posizioni più fragili, nella maggior parte contratti a termine, in cui i giovani sono più numerosi. E per le donne le cose non sono andate meglio: il divario di genere è sempre più vasto. In termini generali la percentuale di giovani Neet tra gli uomini (21%) è di 8,3 punti percentuali inferiore a quella delle donne (29,3%).